Troppe volte ci si trova di fronte a un problema comune e non si sa come risolverlo. In più spesso e volentieri si ha la sensazione, o si sa per certo, che molti altri soffrono del nostro stesso problema, tuttavia difficilmente si trova una soluzione. In effetti però, se si è in un buon numero di persone, si può organizzare una petizione per risolvere il disagio.

La domanda che molti si fanno è: ma che cos’è una petizione? Essenzialmente una petizione è una richiesta specifica di un gruppo di cittadini ad una determinata autorità governativa o a un ente pubblico. Le petizioni oggigiorno possono essere fatte in varie maniere: scritta, orale oppure attraverso internet.

Le petizioni si classificano in base alla finalità. Possono essere precettistiche, se vogliono far approvare norme che colmino un vuoto legislativo, o abrogative, se vogliono far eliminare una determinata norma giuridica. Molte organizzazioni di beneficenza, come Amnesty International, usano le petizioni per supportare le loro iniziative.

In Italia la legge prevede che in una petizione siano presenti almeno 500.00 firme per depositare un disegno di legge in parlamento e 500.000 per indire un referendum abrogativo. Naturalmente tutte le firme dovranno essere convalidate dalla Corte di Cassazione.

Ora resta da chiarire l’ultimo punto, ovvero stabilire come ognuno di noi possa indire una petizione. Il primo elemento da fornire sono i nomi e i recapiti telefonici di tutti i sostenitori. Le firme devono essere, come già detto, autenticate dalla Corte di Cassazione. Inoltre chi firma deve fornire i propri dati anagrafici come nome, cognome, luogo e data di nascita e residenza, in modo da non correre il rischio di avere adesioni falsate o inesistenti. Oltre a tutto questo deve essere registrato il documento di identità.

La petizione non deve presentare richieste futili o mal organizzate e non deve avere carattere offensivo, pena sanzioni per chi le sottoscrive. Se presentata al sindaco o al presidente del Consiglio Comunale, questa deve essere consegnata  all’Ufficio Protocollo del Comune, che si occuperà delle questioni burocratiche interne. Ogni Comune tramite il proprio statuto, stabilisce quante firme siano necessarie per approvare la petizione e in quanto tempo vanno raccolte. Il Comune, tramite il Sindaco o il Presidente del consiglio comunale è tenuto a rispondere all’appello dei cittadini richiedenti.

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