Con il governo Monti ci sono state alcune evidenti novità, alcune di queste non del tutto chiare ai cittadini. Tra le nuove disposizioni figurano quelle relative alla limitazione all’uso del contante. Cosa questo vuol dire e cosa queste disposizioni prevedono è proprio quello di cui ci occuperemo. Iniziamo con il dire che le nuove disposizioni in questione risalgono già allo scorso anno, più precisamente al dicembre del 2011 e sono state introdotte al fine di prevenire e combattere attività finanziarie illecite come quelle legate al riciclaggio di denaro.

Le disposizioni riguardano il trasferimento di denaro contante, gli assegni bancari e circolari e i libretti di risparmio al portatore. Partiamo proprio dal punto numero uno, ovvero il trasferimento di denaro contante. Da quando la legge è entrata in vigore c’è un divieto sul trasferimento di denaro sia contante che sul trasferimento di libretti di deposito bancari o postali al portatore o di titoli al portatore quando il trasferimento è relativo ad una somma superiore ai mille euro. In pratica lo scopo di questo provvedimento è quello di  incentivare i cittadini a far ricorso a strumenti tracciabili quali la moneta elettronica o bonifici e assegni non trasferibili.

Questo divieto non riguarda i pagamenti effettuati per acquisti in attività commerciali o per prestazioni in studi professionali. Inoltre, se gli assegni trasferibili non possono superare i mille euro, ciò non vale per quelli non trasferibili, che possono comunque contenere un importo superiore alla predetta cifra. I pagamenti frazionati non sono la soluzione attraverso cui superare questi limiti, visto che essi non sono consentiti.

Come abbiamo detto, l’obiettivo alla base delle seguenti limitazioni è quello di rendere tracciabile il denaro contante. Per chi non dovesse rispettare queste normative sono previste delle sanzioni pesanti, che consistono nel pagamento all’Erario di importi dal valore minimo di tremila euro, e che salgono in base agli importi violati.

Fonte immagine: tomsblog.it

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