multe_autoveloxL’autovelox è uno dei ritrovati tecnologici più odiati dalla gran parte degli automobilisti, convinti che le loro infrazioni servano semplicemente a far cassa. Nella realtà dei fatti, però, l’utilizzo di sofisticati dispositivi come gli autovelox, in grado di determinare la velocità raggiunta da un veicolo su diverse tipologie di strade, ha come obiettivo primario quello di aumentare la sicurezza stradale, multando i trasgressori e cercando di limitare il numero di incidenti dovuti all’alta velocità.

Fin qui, insomma, nulla da recriminare. Ci sono dei casi in cui, però, bisogna stare bene attenti perché una multa ricevuta per superamento del limite di velocità e registrata dall’autovelox potrebbe essere fallace e, dunque, contestabile.

Prima di spiegare questo aspetto, però, iniziamo col chiarire cosa sono gli autovelox e in quali forme è possibile trovarli sulla strada. I più diffusi sono quelli cosiddetti a fotocellula, utilizzati solitamente su treppiedi con la presenza fisica delle forze dell’Ordine che hanno solitamente la possibilità di contestare subito l’infrazione al conducente spericolato.

Altro tipo sono i telelaser che, con le ultime tecnologie adottate, permettono di fare una foto del veicolo in corsa anche di notte senza accecare l’automobilista. Il dispositivo termico permette di stampare subito la foto e di allegarla al verbale nel caso molto probabile di fermo immediato del guidatore che ha commesso infrazione. Altro modello di autovelox, a dire il vero molto poco diffuso perché costoso, è quello a radar, spesso nascosti strategicamente in bidoni della spazzatura o auto civetta.

Completano infine il sistema di autovelox i cosiddetti Safety Tutor che ritroviamo in autostrada ed hanno due fotocamere poste sotto i pannelli di messaggi per i viaggiatori ad una distanza di circa 15/20 km l’uno dall’altro. Con questo sistema si controlla la velocità media del veicolo in base all’ora nella quale viene scattata la prima e poi la seconda foto. Mai come in questo caso l’infrazione viene comunicata al guidatore solo in differita non essendoci possibilità di fermare il veicolo in corsa al momento del reato.

La taratura di questi congegni è fondamentale. In moltissimi casi, infatti, tali apparecchiature vengono mal posizionate e mal tarate così che, il passaggio contemporaneo di due auto porta quello più lento, che non ha commesso infrazione, a beccarsi una sanzione ingiusta solo perché la sua targa copre quella del reale colpevole. Apparecchi mal tarati, inoltre, riescono a registrare velocità superiori addirittura del 17% rispetto a quelle realmente tenute dai viaggiatori.

Ma quando il guidatore può contestare una multa per eccesso di velocità che ritiene ingiusta? In un solo, semplice, caso e cioè quando la multa arriva differita ed il veicolo stava circolando in strade extraurbane secondarie. Gli unici momenti nei quali le Forze dell’Ordine sono infatti tenute alla sola constatazione differita sono quando l’infrazione avviene su strade extraurbane principali ed autostrade. In tutti gli altri casi, a meno che il veicolo non stia procedendo ad una velocità così alta da mettere in pericolo l’incolumità di tutti nel provare ad inseguirla, le Forze dell’Ordine sono tenute a constatare immediatamente l’infrazione fermando l’automobilista in difetto. A disciplinare quando detto ha pensato la normativa vigente ed è stato ripetuto più volte dalla Cassazione come nel novembre 2011 con la sua ultima sentenza a riguardo, la numero 23882.

Ma cosa rischia chi infrange realmente il limite di velocità imposto quando le Forze dell’Ordine possono procedere alla contestazione immediata? Se il limite viene superato di 10 km/h, il guidatore sarà costretto al pagamento di una sanzione pecuniaria. Se il limite viene superato oltre i 10 km/h si passa alla decurtazione dei punti sul documento di guida mentre oltre i 40 km/h oltre il limite massimo imposto si va incontro a ritiro e sospensione della patente.

Foto: motori.tuttogratis.it

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