Nelle nostre città ultimamente sbucano come funghi le ZTL, vale a dire le cosiddette zone a traffico limitato. Si tratta di vie del centro che soprattutto nelle città più grandi vengono chiuse al regolare traffico e dunque sono percorribili soltanto da delle automobili autorizzate.

Il provvedimento ha sicuramente come obiettivo primario quello di ridurre il livello di inquinamento presente nelle nostre città, consentendo anche un passeggio più tranquillo ai pedoni. Ma gli automobilisti? Gli automobilisti sono invece spesso vittime delle zone a traffico limitato, diventando destinatari di multe piuttosto salate. Perché se da un lato le ZTL sono una gran cosa per rendere le città più vivibili, è anche vero che esse sono una manna dal cielo soprattutto per le casse dei comuni.

Le infrazioni sono quasi sempre compiute dagli automobilisti perché in realtà ignari di attraversare una zona a traffico limitato, accorgendosene quando ormai è troppo tardi. Ma non si può fare nulla in questi casi per contestare la multa? Certo che sì, ci sono dei casi in cui è possibile presentare ricorso, ed ora vediamo proprio quali sono. Per prima cosa l’area a traffico limitato deve essere ben segnalata a chi guida, se non c’è alcun cartello ad indicare che la strada non può essere percorsa allora la multa può essere giustamente contestata.

Assicuratevi anche che il verbale sia compilato in tutte le sue parti, riportando con precisione la targa del veicolo ma soprattutto la zona percorsa e l’orario in cui è stata compiuta la presunta infrazione. Se decidete di presentare ricorso dovete ricordarvi che avete di tempo trenta giorni. Il ricorso deve essere presentato al giudice di pace, mentre l’altra strada è quella di presentarlo al prefetto, ed in questo caso il tempo entro cui presentare ricorso è raddoppiato, salendo a sessanta giorni. Ma attenzione, perché se il ricorso non è approvato raddoppia anche l’importo della contravvenzione.

Fonte immagine: automobili10.it

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