documenti_fond_cAnno nuovo, regole nuove per quanto riguarda le fatture fiscali. Con il 2013, infatti, entrano in vigore nuove regole per quanto riguarda l’emissione di fatture ad altre partite Iva, a consumatori finali privati o a soggetti della Comunità Europea per la vendita di beni o servizi.

Ma vediamo punto per punto cosa cambierà e come dovranno adeguarsi coloro che emettono fatture. Punto primo: la numerazione progressiva. Fino ad oggi, infatti, si era abituati a numerare le fatture da 1 al numero raggiunto entro la fine dell’anno solare e ricominciare da 1 a partire dal 1° Gennaio dell’anno successivo. A partire da quest’anno, però, per adeguarsi alle normative europee ed evitare di incorrere in sanzioni, sarà necessario scegliere una numerazione progressiva che potrà essere di diversi tipi.

Si può, semplicemente, numerare le fatture in maniera continuativa (ad esempio, se il 31 Dicembre 2013 termina con la fattura numero 75, il 1° Gennaio 2014 potrà iniziare con la fattura numero 76) oppure continuare a numerarle partendo per l’anno nuovo col numero 1 ma avendo cura di apporre a seguito del numero l’anno in corso (ad esempio, fattura numero 1/2014, numero 1/2015 e così via) o utilizzando un identificativo univoco alfabetico (ad esempio, le fatture del 2013 possono essere A-1, A-2, etc e quelle del 2014 B-1, B-2 e così via).

Altro punto rilevante riguarda l’identificativo del destinatario della fattura. Anche se non si tratta di commercio B2B (ovverosia tra due soggetti con partita Iva), il cliente privato destinatario della ricevuta dovrà essere identificato almeno dal codice fiscale. Se si tratta di possessore di partita Iva, invece, il destinatario andrà sempre identificato da quest’ultima mentre in caso di fattura destinata ad un soggetto passivo di un altro Stato dell’Unione Europea, quest’ultimo andrà identificato dal numero Iva che gli è stato attribuito dal suo Stato di provenienza.

Nuove definizioni anche per la cosiddetta fattura elettronica che sarà equiparata in tutto e per tutto a quella cartacea. Il file potrà essere redatto in qualsiasi formato a patto che sia garantita l’assoluta integrità dei contenuti e che l’attribuzione sia univoca. Trattandosi di formato elettronico in tutto e per tutto valevole come quello cartaceo, non sarà necessario stampare la fattura per renderla valida. Unica condizione affinché la stessa abbia validità di legge è l’accettazione della stessa fattura da parte del ricevente. Per accettazione, che può essere tranquillamente tacita, si intende la semplice registrazione del documento e/o il suo pagamento.

Nuove norme, infine, per le fatture entro i 100 euro, Iva inclusa. In questo caso le nuove regole hanno cercato di semplificare il tutto in questo modo. Per quanto riguarda il campo cliente basterà il solo codice fiscale o partita Iva, senza ragione sociale e indirizzo. L’oggetto della prestazione/bene dovrà riportare esclusivamente la descrizione degli stessi senza indicare quantità e qualità. L’importo potrà essere indicato anche al lordo, ovverosia con Iva già incorporata o con la semplice indicazione dell’aliquota.

Foto: comprensivoallori.it

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