Un tribunale californiano ha condannato anni fa per pubblicità ingannevole la società Boiron, leader mondiale dell’omeopatia. La class action intentata da un gruppo di cittadini è costata alla società quotata in borsa 12,5 milioni di dollari. Alcuni consumatori hanno denunciato il gruppo francese, mettendo sul banco degli imputati l’Oscillococcinum, rimedio omeopatico antinfluenzale, che a dire di alcuni acquirenti non avrebbe sortito alcun effetto benefico sulla loro salute.
Il giudice ha ravvisato nei fatti il reato di truffa a danno dei consumatori che hanno acquistato e assunto il preparato convinti contenesse il principio attivo riportato sull’etichetta e non semplice acqua e zucchero. L’Oscillococcinum, prodotto in Francia da più di 65 anni è commercializzato in oltre 50 paesi del mondo. Il principio attivo di cui non risulta traccia sarebbe l’estratto di fegato e cuore di anatra muschiata (Anas Barbariae Hepatis et Cordis Extractum). Oltre al risarcirmento economico la sentenza impone alla multinazionale francese di inserire nelle etichette le informazioni corrette e la dicitura che le pillole omeopatiche non sono riconosciute come medicine dalla Food and Drugs Administration.

Insomma, dopo la vicenda del bambino morto perché i genitori si sono ostinati a farlo curare con l’omeopatia, gli italiani non hanno proprio più alibi: se continuano a farsi truffare da imbonitori senza scrupoli è perché loro hanno deciso di farsi truffare. Purtroppo non c’è solo la questione della truffa, il problema è che di omeopatia si muore, esattamente come si muore rifiutando i vaccini.

Peccato che ci sono persone (e interi gruppi politici) che proprio sul rifiuto categorico dei vaccini e della scienza in generale hanno costruito la loro fortuna, economica e no. Peccato che per un pugno di click (peraltro pagati tutto sommato abbastanza poco) si continuino a diffondere falsità di ogni tipo che poi portano le persone direttamente a morire.

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