redditometroDopo le prime ragionevoli paure e i dubbi che hanno assalito milioni di contribuenti alla notizia del nuovo redditometro, in partenza dal prossimo Marzo e che andrà a scandagliare le nostre spese retrodatando il tutto addirittura al 2009, ecco ora qualche notizia per certi versi confortante che arriva dopo un pesante avviso che la Corte dei Conti ha riservato al Fisco.

Il nuovo redditometro, infatti, accetterà un  come scostamento tra il reddito percepito e dichiarato e le spese realmente effettuate durante l’anno  un margine di tolleranza del 20%. A questa tolleranza se ne aggiunge un’altra di ben 12mila euro, quindi 1000 euro al mese.

Ma cosa significa, in parole semplici, tutto ciò? Semplicemente che gli accertamenti fiscali minacciati dal nuovo redditometro per contrastare l’evasione fiscale e mettere al muro i soliti furbetti partiranno solo se lo scostamento tra quanto percepito e quanto speso in un anno supererà i 12mila euro. Un bel respiro di sollievo per tutti coloro che avevano temuto l’idea di ritrovarsi a giustificare anche una somma di denaro donata loro da un parente o da un amico.

L’idea di porre un freno al nuovo redditometro, il cui nome tecnico è quello di accertamento sintetico, è arrivata dalla Corte dei Conti che ha ammonito un utilizzo “disinvolto” dei dati di ciascun contribuente. Dall’altra parte, il vicedirettore vicario dell’Agenzia delle Entrate Di Capua ha difeso strenuamente il nuovo redditometro considerandolo l’unico metodo affidabile per contrastare i “finti poveri” senza per questo voler in alcun modo creare una “criminalizzazione della ricchezza”.

Al di là delle possibili polemiche sulla franchigia accordata dal Fisco prima che possa scattare l’accertamento, parliamo ora proprio di quest’ultimo, il vero punto dolente dell’intera questione. Qualora il contribuente, infatti, superasse con le spese sostenute durante l’anno la doppia franchigia concessa come margine di tolleranza (20% e 12mila euro), l’accertamento che ne conseguirà porterà, a detta del Fisco, il contribuente stesso a trovare il modo di giustificare le spese “scoperte”. Secondo una sentenza molto recente della Corte di Cassazione, invece, l’accertamento che partirà col nuovo redditometro è una presunzione semplice contro la quale non dovrà essere il contribuente a difendersi ma il Fisco a farsi carico dell’onere di trovare le prove di presunta colpevolezza di quello che viene visto come evasore.

Foto: corriereinformazione.it

Tags:

Sorry, Comments are closed.