imagesRispetto al passato oggi il morbo di Alzheimer è una malattia di gran lunga più diffusa. Questo è spiegabile soprattutto in considerazione del fatto che tale malattia si sviluppa in genere dopo i sessantacinque anni e negli ultimi anni l’età media della popolazione si è alzata. Come saprete, il morbo di Alzheimer è una patologia degenerativa che colpisce il cervello. Chi ne è affetto perde progressivamente le capacità di compiere anche le più semplici attività della vita quotidiana. Pertanto, l’Alzheimer finisce irrimediabilmente per condizionare anche la vita dei familiari del malato, che si ritrovano costretti ad assisterlo in maniera via via sempre più considerevole.

Dunque i familiari che assistono una persona malata di Alzheimer svolgono un compito che diventa con il passare del tempo sempre più impegnativo e difficile. Un aiuto lo possono ottenere dallo Stato richiedendo per il loro caro l’indennità di accompagnamento. Si tratta di una somma di denaro che lo Stato concede a chi viene riconosciuto malato di Alzheimer. Per ottenere questa indennità occorre farne domanda presso la Asl di appartenenza.

Una commissione medica valuterà il caso e si proncerà sulla richiesta, accogliendola o decidendo al contrario di non accoglierla, qualora ovviamente non vi fossero i requisiti. Ma l’aiuto ai malati di Alzheimer ed ai loro familiari non è soltanto di natura economica. L’indennità è ovviamente una buona cosa per consentire ai familiari di occuparsi delle cure e di garantire un’assistenza maggiore. Ma come dicevamo non è l’unica cosa di cui si può far richiesta.

E’ infatti possibile richiedere anche l’ADI, ovvero il servizio di Assistenza Domiciliare Integrata. Per ottenere tale servizio occorre fare domanda presso gli uffici dei servizi sociali del proprio comune di residenza. Una volta accolta la domanda il malato potrà contare sulla presenza di personale esperto direttamente a casa sua, che potrà sostenere il malato stesso e la sua famiglia.

Fonte immagine: http://www.mediall.it/public/?p=2834

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