Pensa dunque stampa: il ministro Stefania Prestigiacomo ha firmato il 12 ottobre 2009, il decreto ministeriale per l’ uso corretto di risme, stampe e fotocopie nella Pubblica Amministrazione. Il decreto è in linea con la politica di Pan Gpp (Green public procurement) ed indica i “Criteri ambientali minimi per l’acquisto di ammendanti e per l’acquisto di carta in risme da parte della Pubblica Amministrazione”. Per l’acquisto di attrezzature, quali stampanti, fax e plotter, e per l’uso di fogli, i criteri da seguire sono: efficienza e sostenibilità.

Le indicazioni tecniche fornite, frutto di un invito da parte dell’Unione Europea già dal 2003 e dal precedente Decreto interministeriale dell’11 aprile 2008, n.135, sono rivolte all’amministrazione che possono aderire in maniera volontaria. Poiché sono consigli semplici, economici ed ecologici allarghiamo il campo d’azione anche a professionisti, impiegati e aziende private che fanno largo uso di stampe.

Prima regola: uso di carta riciclata, o comunque carta che non contenga sostanze nocive e derivino da processi produttivi impattanti sull’ambiente. La carta riciclata deriva da carta da macero; la produzione di una tonnellata di carta dalla cellulosa vergine comporta l’abbattimento di almeno 15 alberi. Salvaguardia del patrimonio boschivo, un numero maggiore di posti di lavoro, meno rifiuti da smaltire con la sostituzione completa di questo tipo di carta. A tal proposito, sono da eliminare alcuni pregiudizi sulla carta riciclata: non guasta la fotocopiatrice o stampanti (il modo scorretto con cui è caricata o la conservazione della risma provocano i guasti); il colore grigiastro (la carta è bianca, ma se si vuole un colore simile a quello dei fogli tradizionali usare  quella contenente cellulosa vergine certiata FSC); odore sgradevole (forse una volta, ora non più); maggior costo (il risparmio è del 15% in meno rispetto quella in fibra vergine!); non è riciclabile (a parte che ha già subito un processo di riuso, è riciclabile altre sei volte).

Oltre che le risme di carta riciclata utilizzare anche etichette, buste, faldoni e cartelline per uffici, imballaggi per aziende alimentari. Se la carta riciclata non vi piace e non abbiamo fugato del tutto i vostri pregiudizi, utilizzate per lo meno carta proveniente da foreste certificate FSC o Pefc, garanzia di un prodotto realizzato con criteri ecosostenibili e socialmente corretti.

Seconda regola: stampare solo ciò che è necessario! Utilizzare il fax elettronico telematico per evitare di stampare documenti utili, ma che possono essere archiviati e contenuti nel pc; utilizzare caratteri più piccoli, oltre che font (Ecofont o Century Gothic) che necessitano meno inchiostro.

Terza regola: non abbiate paura di essere tacciati di avere il braccino corto, usate il foglio fronte e retro. Soprattutto se scrivete, disegnate, prendete appunti è buona norma riutilizzare la carta. Potete creare anche piccolo block notes con fogli usati da un verso delle dimensioni ridotte diverse dall’A4.

Quarta regola: prima di stampare perdere qualche minuto con l’Anteprima di stampa. Spesso è più facile cliccare l’icona stampa, per poi accorgersi di errori grammaticali, bordi o margini sbagliati e tutte quelle piccole correzioni che necessitano una nuova stampa.

Quinta regola: Questo più che altro è un consiglio, perché spesso si parla di ecosostenibilità ma non si vuole fare nulla nel proprio piccolo, tacciando altri per sprechi e noncuranza ambientale. L’uso di carta riciclata, l’acquisto di risme, uso corretto e strettamente necessario dei fogli, riutilizzo del retro e smaltimento presso gli appositi bidoni gialli, possono rappresentare un ‘fiore all’occhiello’ per la vostra azienda e un ‘toccasana per il vostro portafoglio’. Un esempio per tutti: uno studio di ingegneria che pubblicizza e sbandiera il suo approccio ecosostenibile sulle costruzioni e criteri progettuali, non può stampare kilometri di progetto su carta vergine è un controsenso concettuale. Io da loro, non mi farei costruire nulla!

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