La famosa accise sulla benzina della quale si parla sempre più spesso in questi mesi a causa dei terribili rincari sui prezzi del carburante, è un tributo indiretto dovuto per la fabbricazione e la vendita di beni di consumo. Qui in Italia le accise più importanti che il cittadino si trova a dover corrispondere sono per l’appunto quelle legate ai prodotti energetici, agli alcolici, all’energia elettrica ed ai tabacchi.

Molti si chiederanno qual è la differenza tra accise ed IVA visto che in entrambi i casi si tratta di imposte dovute per l’acquisto di beni. In realtà la differenza è sostanziale. Nel caso dell’IVA, infatti, viene tassato il valore di un bene ed il suo valore è dato in punti percentuali mentre per l’accise l’imposta ha a che vedere con la quantità di beni prodotti e si esprime in aliquote rapportate a quella che è l’unità di misura per quantificare ogni determinato prodotto. La cosa più interessante che però tiene unite queste due imposte è che l’accisa concorre a creare valore per il prodotto così che anche l’IVA grava sull’accisa.

Ma perché la benzina è così gravata dal costo dell’accisa? In realtà un motivo c’è e negli ultimi tempi ha fatto storcere il naso a parecchi cittadini. In passato, infatti, molte imposte erano dovute sui beni di consumo per far fronte alle più svariate emergenze nazionali. Alcune accise, però, dopo aver adempiuto al loro scopo di portare nelle casse dello Stato nuovo denaro per le crisi, non sono state più eliminate e così il nostro rifornimento di carburante risente ancora di 0,00103 euro per finanziare la guerra in Etiopia del 1935, di 0,05 euro per il terremoto in Friuli del 1976, di 0,007 euro per il finanziamento della cultura nel 2011 e di un’altra svariata serie di imposte totalmente anacronistiche cui si aggiunge l’ultima, almeno per ora, data dal decreto “Salva Italia” del Governo Monti pari a 0,082 euro e legiferata a dicembre 2011.

Ora la domanda che tutti gli automobilisti italiani si pongono è la seguente: come difendersi dal costo spropositato che ormai ha il carburante nel nostro Paese? Sebbene ormai appaia un’impresa impossibile trovare una stazione di servizio che applichi dei prezzi leggermente più bassi rispetto alla media, un sito Web interessantissimo viene in aiuto di tutti coloro i quali desiderano spendere  meno ad ogni rifornimento. Andando infatti al sito pompebianche.it sarà possibile visualizzare tutte le stazioni di servizio dislocate sul territorio italico cosiddette “no logo” ovverosia non facenti parti di alcun circuito di distribuzione legato a compagnie note. Presso queste stazioni di servizio sarà possibile risparmiare fino a 10 cent al litro al servito rispetto all’attuale media italiana. Un ottimo consiglio per risparmiare ad ogni rifornimento.

Foto: dallapartedichiguida.blogosfere.it

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