Le aste giudiziarie possono rivelarsi un buono strumento  per acquistare casa a prezzi convenienti con sconti anche oltre il 20% rispetto al prezzo di mercato, ma per fare un buon affare ed evitare spiacevoli sorprese, è importante conoscere bene il loro funzionamento.

Le case all’asta sono degli immobili messi in vendita “forzata” dagli uffici giudiziari a causa di fallimenti, mutui non rispettati, prestiti non saldati, per cui il creditore, solitamente una banca, chiede una pubblica vendita per rientrare, almeno in parte, nel credito elargito. Quando invece è lo Stato o un Ente Pubblico a mettere in vendita un immobile si parla di cartolarizzazioni.

I vantaggi di aggiudicarsi un immobile all’asta sono di sicuro notevoli: in primo luogo l’acquirente non ha spese notarili che normalmente si hanno nell’ acquisto di un immobile; nessuna somma è applicata per l’intermediazione e si ha la certezza di aver comperato un immobile non gravato da nessuna ipoteca in quanto il trasferimento della proprietà avviene tramite decreto e con questo si ordina la cancellazione di ipoteche e trascrizioni precedenti; si possono accendere mutui ed avere tutti i vantaggi della prima casa.

In linea di massima quello descritto di seguito è il funzionamento di un’asta giudiziaria:

Prima di tutto è necessario individuare la casa di nostro interesse. Come? Prima del d.lgs. 5/2006 era praticamente impossibile comprare casa in questo modo perché il tutto era ad esclusivo appannaggio degli esperti del settore. Oggi invece, essendo obbligatorio per i giudici curatori rendere le aste di pubblico dominio, possiamo trovare gli annunci sugli elenchi periodici dei quotidiani, in particolare su quelli a diffusione locale, o pubblicati su riviste e siti internet specializzati.

Gli avvisi, che devono essere resi pubblici 45 giorni prima della data fissata per l’incanto, riportano tutte le informazioni utili alla valutazione dell’immobile in modo che il possibile cliente possa stabilire se sia conveniente per lui partecipare all’asta o meno. In questi avvisi viene indicato l’indirizzo, luogo e la data dell’asta, prezzo di partenza, se l’immobile è libero o occupato, a volte planimetrie e fotografie dell’immobile.

Se tra gli annunci scoviamo un immobile che ci aggrada non ci resta che presentare in busta chiusa, nel Tribunale competente, l’assegno circolare riportante l’ammontare della cauzione per partecipare (10% del prezzo di partenza) insieme alla proposta d’acquisto. Naturalmente se alla fine dell’asta non vi aggiudicate il bene, questi assegni vi vengono restituiti.

Il giorno fissato  per l’udienza il giudice incaricato apre le buste. Nel caso vi sia un’offerta superiore del prezzo base di almeno un quinto, questa sarà senz’altro accolta. In caso contrario, parte la gara. Se la gara non porta alla assegnazione della casa al miglior offerente, si procede all’incanto: a questo punto si rincomincia da capo, ovvero bisogna presentare ex novo la domanda di partecipazione e dare nuovamente la cauzione. Il giorno stabilito chi ha fatto domanda prende parte all’asta con rilancio a voce. Dal giorno della vendita per incanto, ci sono ancora 10 giorni entro i quali possono essere presentate nuove offerte, che sono efficaci solo se superano di un quinto il prezzo fissato all’asta.

L’aggiudicazione definitiva dell’immobile avviene solo dopo che chi ha comprato paga l’intero importo, entro due mesi dalla fine dell’asta.

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