La manovra anticrisi del governo Monti pesa sulle tasche degli italiani, ma soprattutto degli automobilisti. Da gennaio 2012 è previsto un aumento del bollo (il cosidetto superbollo) di 20 euro ogni chilowatt di potenza del veicolo superiore a centottantacinque chilowatt, senza più tener conto dell’anno di immatricolazione.

Ma il vero cruccio per gli amanti dell’autostrada è il costo della benzina, gasolio e gpl: ogni mese assistiamo increduli al rincaro vertiginoso dei prezzi, tendenza che è destinata a salire per l’intero anno 2012.

Se siete in procinto di cambiare la vostra utilitaria, la usate quotidianamente in città o volete fare un acquisto ecosostenibile è giunto il momento di passare alle auto elettriche. A fronte di una spesa iniziale, sono garantiti risparmi notevoli e una mobilità sostenibile (ridotto inquinamento e zero emissioni). La crescente diffusione, la possibilità di scegliere tantissimi modelli e soprattutto il costo crescente del carburante sono le motivazioni principali per chi sceglie un auto elettrica.

Gli ostacoli? I prezzi alti, la ridotta autonomia rispetto ai veicoli tradizionali e il design meno accattivante delle tradizionali automobili. L’ecologia richiede un investimento iniziale notevole (come anche per case, impianti ed elettrodomestici). Infatti, il prezzo delle auto ecologiche varia dai 27 ai 40.000 euro; il prezzo discriminante non convince neanche gli stranieri che sono notoriamente più etici e attenti degli italiani.

Tutto però non è riducibile al prezzo sul cartellino e quindi analizziamo meglio i vantaggi di questo acquisto. Con le nuove tecnologie, le auto sono ricaricate da tante batterie a ioni di litio (come i cellulari). Alimentazione più duratura, compatta e meno costosa degli accumulatori di piombo che muovevano i primi modelli. I maggiori produttori hanno messo in circolazione e in prova tantissime auto dalle monovolume ai suv (Smart elettrificata, la Citroën C-Zero Leaf Ev di Nissan, Renault Fluence EV, Ford Focus Elettrica 2012, La Volkswagen Golf Blue-e-motion).

In grossi centri come Milano per rientrare nell’emissioni di Co2, frequentemente c’è il blocco dei mezzi tradizionali (nell’anno 2011 sono stati 131 gli sforamenti) per non parlare dell’ecopass. In queste grosse metropoli vi sono colonnine elettriche (a Milano 200!) per ricaricare le green car e in alcune città come Firenze, con apposita carta,  si ricarica gratuitamente.

Niente chiave per l’accensione, ne marce da cambiare ma un ronzio di sottofondo alla guida (legato al rotolamento dei pneumatici). Non dovremo però più preoccuparci di scioperi benzinai, blocco traffico e accise del carburante imposte dallo stato e gli accordi petroliferi internazionali.

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