canoneA Gennaio di ogni anno la questione torna a farsi sentire più prepotente che mai, soprattutto perché i 365 giorni che separano il pagamento del canone Rai da quello dell’anno successivo vedono sempre un aumento dell’importo che ciascun possessore di apparecchio tv deve corrispondere all’erario.

Come ormai tutti sappiamo, evitare di pagare il canone perché ideologicamente lo si ritiene incostituzionale ed inopportuno ci farebbe passare a tutti gli effetti per evasori fiscali, costringendoci a dover pagare un’ammenda (nel caso di sanzione per mancato pagamento del canone Rai si può arrivare ad una multa di ben 620 euro).

Ecco allora che questa imposta sembra davvero difficile da aggirare perché per lo Stato possedere un televisore, indipendentemente dall’uso che si decida di farne, equivale a poter sostenere economicamente la spesa necessaria al pagamento di questo tanto odiato canone.

Se per informazioni sulla disdetta dello stesso provate a raggiungere il sito ufficiale Rai, potete star sicuri che non troverete mai le informazioni necessarie per farlo. Perché, se è vero che ahinoi il canone è un’imposta dovuta, c’è anche da dire che esistono davvero dei casi diversi da morte, trasferimento all’estero o in casa di riposo (gli unici menzionati dalla Rai), nei quali il contribuente può cessare di versare denaro per il canone.

Partiamo da questo caso: l’apparecchio televisivo potrebbe essere rubato. In questo caso il contribuente potrebbe cogliere la palla al balzo per evitare di acquistarne uno nuovo e per disdire l’abbonamento Rai. Per farlo sarà necessario inviare una raccomandata A/R al seguente indirizzo:  Agenzia delle Entrate – 1° Ufficio di Torino S.A.T – Sportello Abbonamenti Tv Casella postale 22 – 10121 Torino. All’interno della raccomandata andranno ovviamente indicate le generalità del richiedente e possibilmente la denuncia che attesti il furto dell’apparecchio.

Altra possibilità è quella del suggellamento del televisore. In parole chiare, il guasto della vostra tv potrebbe diventare l’occasione per evitare di riparare l’apparecchio o comprarne uno nuovo. Anche in questo caso è possibile recedere dall’abbonamento Rai ma stavolta pagando 5,16 euro con vaglia postale.

Il procedimento può essere di due tipi. Se possedete un abbonamento molto datato e avete quindi alcun libretto Rai, la soluzione è quella di scrivere all’interno del vaglia postale “per richiesta di disdetta dell’abbonamento n…….. e conseguente richiesta di suggellamento”. Diversamente, se possedete il libretto dell’abbonamento, compilate la cartolina contraddistinta dalla lettera D (che nei libretti più recenti è invece la cartolina B) dove bisognerà barrare la casella 2 “richiesta di suggellamento” ed inserire numero di vaglia o allegare ricevuta dello stesso. Il tutto, sempre attraverso raccomandata A/R, andrà inviato all’indirizzo sopra indicato. La teoria vorrebbe che, a seguito della richiesta di suggellamento, un funzionario Rai venisse a casa vostra per sigillare l’apparecchio tv. Ipotesi, però, assolutamente remota.

Altra idea potrebbe essere quella di buttare la tv, facendosi rilasciare dai centri per lo smaltimento di rifiuti ingombranti apposita ricevuta, oppure dichiarare di aver ceduto il televisore in comodato ad un amico o parente già intestatario di abbonamento Rai.

Foto: amando.it

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