Grande cambiamento in caso di contesa tra le parti, soprattutto per quanto riguarda le cause condominiali, gli incidenti stradali e le liti sulle proprietà. Pochi giorni fa è stata infatti eliminata l’obbligatorietà della mediazione civile.

Una grande vincita soprattutto per la categoria degli avvocati che da sempre sostenevano l’illegittimità della mediazione. A permettere la sua eliminazione, infine, un semplice cavillo burocratico che ha lasciato stupiti i più.

La mediazione civile, infatti, non era stata autorizzata direttamente dal Parlamento ma dal Governo che aveva sì possibilità di legiferare a riguardo ma non conferendo obbligatorietà alla mediazione stessa.

E così, una volta fatta la legge, ecco arrivare la smentita che, di fatto, eviterà costi considerati inutili e superflui ai cittadini che hanno qualcosa da contendere. L’eliminazione della mediazione civile obbligatoria, però, ha portato con sé un altro problema, non meno sentito, che riguarda ora il grande business nato attorno alla figura professionale del mediatore.

Oltre alla crisi lavorativa del periodo, che aveva già investito quasi tutti i settori, ora i mediatori rischiano di rimanere senza lavoro poiché il numero di quanti ricorrono alla mediazione volontaria è davvero esiguo. La nascita degli organismi di mediazione ed i corsi che specializzavano per diventare mediatori civili, quindi, rischiano con questo nuovo provvedimento di fare un enorme buco nell’acqua e di lasciare un vuoto all’interno di un settore che nel tempo si era guadagnato la sua credibilità.

Allo stato attuale delle cose, quindi, il cittadino è libero di rivolgersi o meno ad un mediatore civile, pur consapevole del fatto che chiamare in causa una simile figura avrebbe dei costi aggiuntivi cui molti faranno volentieri a meno. Non è dato sapere, insomma, quale sarà la sorte di questa categoria professionale ma per molti si tratta di una vittoria contro un obbligo inutile per chi doveva e voleva far valere i propri diritti.

Foto: cndcec.it

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