Da ragazzina indossavo (e a volte scambiavo) vestiti e accessori di abbigliamento con le mie amiche: chissà perché gli abiti o le borsette delle altre sono sempre più belle delle nostre! Chi non l’ha mai fatto per far colpo su un ragazzo o per presentarsi al colloquio di lavoro con una mise più professionale e seria?

Da adulta sono passata al baratto o alla cessione di guardaroba causa traslochi (si porta solo il necessario!), rinnovo guardaroba, cambio peso/ cambio mode o semplicemente per scrollarmi di dosso i ricordi passati.

È stata dunque una logica conseguenza appassionarsi allo swapping, ovvero allo ‘scambio di vestiti’. Apri il tuo armadio e guarda un po’ quanti vestiti, scarpe ed accessori albergano da tempo nell’attesa di essere smaltiti, regalati o utilizzati (chissà dove e quando!).

Del resto oltre che il bisogno femminile di rinnovare continuamente il proprio look, esiste anche un atteggiamento, ancora tipicamente femminile, di pentirsi dell’acquisto riprovandosi il capo dopo poco tempo. Quindi, assieme ai vestiti poco usati giacciono nel guardaroba anche quelli con cartellino.

La crisi, il rifiuto degli eccessi del consumismo, l’accumulo di cose inutilizzate e la necessità o voglia di cambiare sempre i propri vestiti anche quando il portafoglio è vuoto, può essere risolto felicemente con lo swapping. Parente del mercato dell’usato, vediamo come mai lo swapping stia prendendo piede in Italia, dalle donne in carriera alle casalinghe più intraprendenti.

Il clothes swap è un termine appropriato: swap (baratto) è usato in finanza e significa scambio di flussi tra due controparti; nel campo informatico indica l’estensione della capacità di memoria del computer. Insomma trasposto nel mondo femminile significa estendere il proprio guardaroba con minima spesa con  i vestiti e accessori altrui. Come funziona? Bisogna essere maghi dell’informatica, intessere relazioni con gente glamour o è un servizio semplice e accessibile a tutti?

Vi sono vari modi per fare swapping: consultare siti internet, entrare in community (come Swap Club Italia o No.l.ita swap), informarsi con guide dettagliate (I love swapping a cura di Marina Martorana) o organizzare un divertente swap party domestico.

  1. Su internet è possibile trovare gli indirizzi di boutique del reciclo, veri e propri negozi di alta moda in cui è possibile cedere o prendere capi di ottima fattura e alta qualità. Porta il tuo abito che sarà valutato e ti consentirà di ottenere dei crediti. Lo scambio con altra merce sarà a costi bassissimi.
  2. Le community online permettono di pubblicare e visionare foto, commenti, idee sempre aggiornate scegliendo fra vari look (rock, urban, romantico e glamour). Abbinamenti, consigli per cambiare e reinterpretare i capi d’abbigliamento e nuove amicizie in rete.
  3. Ci sono in commercio guide cartacee se vuoi saperne di più sul baratto, dalle origini fino alle nuove strategie di marketing, indirizzi di fiere e mercatini, comprendere la valenza estetiche ma anche terapeutica (valido rimedio alla solitudine) ed etiche (risposta al modello consumistico). Perché il baratto non è solo nel settore moda, ma si estende ad ogni categoria: puoi scambiare le vacanze, i film, case e perfino le prestazioni professionali.
  4. Lo swap party è un modo divertente ed originale per essere più glamour: si invita conoscenti, colleghe, amiche e parenti in modo da creare un guaradaroba condiviso.

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