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Un tempo grandi risparmiatori, gli italiani oggi hanno grandi difficoltà a mettere da parte qualcosa, il risparmio è divenuto un’utopia: l’aumento delle tasse e la diminuzione degli stipendi ha determinato un’inversione di tendenza per cui, tra i paesi europei, l’Italia oggi risulta essere quello più in difficoltà sulla voce ‘risparmio’.

Da formiche a cicale: gli italiani dell’ultimo ventennio

Più formiche che cicale, gli italiani hanno assistito negli ultimi venti anni quasi inermi a ciò che è accaduto e continua ad accadere tutt’oggi all’economia del paese: se nel 1995 era possibile mettere da parte ben il 22% del proprio reddito familiare, oggi a quasi venti anni di distanza, le famiglie italiane non riescono ad arrivare a fine mese. Quel 22%, infatti, è sceso drasticamente al 12% nel 2011 fino a ridursi al minimo a causa della crisi economica mondiale. Un’inversione di tendenza avvenuta decisamente in maniera forzata, ovvero contro la volontà delle famiglie italiane vittime di una maggiore pressione fiscale e della diminuzione inesorabile degli stipendi. Una situazione in cui a essere maggiormente penalizzati sono giovani e pensionati. Tra i fortunati giovani under 35 che riescono a percepire un salario “rispettabile”, quasi nessuno riesce a mettere da parte qualcosa, proprio perché troppe sono le spese da affrontare ogni giorno. Appena affacciatisi al mondo del lavoro, le nuove generazioni non conoscono il significato della parola ‘risparmio’ tanto è diventato impossibile per loro garantirsi un futuro come hanno fatto i propri genitori: se esiste, il patrimonio di famiglia viene usato per poter coprire le esigenze e le spese giornaliere e non più investito sotto forma di beni immobiliari, depositi bancari o titoli di Stato. Altrettanto o forse più colpita dall’odierna situazione economica anche un’altra fascia debole della nostra economia, quella dei pensionati, costretti ad arrangiarsi con una pensione di 500 euro mensili.

Finanziamenti e prestiti: come fare?

Conseguenza di questa precaria situazione è l’aumento della richiesta di prestiti da parte di pensionati e dipendenti pubblici, a cui oggi conviene fare domanda presso l’Inps per richiedere un finanziamento a tassi più agevolati e competitivi. La Gestione Dipendenti Pubblici dell’Inps infatti eroga prestiti per pensionati e dipendenti pubblici e naturalmente anche per le loro famiglie a tassi migliori rispetto a quelli di mercato: nel caso dell’Inps, attraverso un proprio fondo credito è lo stesso Istituto a riuscire a erogare tali prestiti, che possono essere anche stanziati da banche e società convenzionate. In un periodo in cui sono spesso le banche stesse a dover rifiutare richieste di finanziamenti e prestiti da parte di pensionati e dipendenti, e a operare una vera e propria politica di chiusura verso le famiglie e le imprese, la diminuzione del risparmio alimenta ancora di più questo circolo vizioso per cui a mancati prestiti equivalgono altrettanto mancati investimenti e ciò si traduce in meno ricchezza e meno occupazione. Una situazione complicata che la politica dell’ultimo ventennio ha contribuito a creare e alimentare, e da cui forse si potrà uscire quando si adotterà un sistema fiscale più leggero e si incoraggeranno investimenti produttivi.

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