E’ noto che la salute rappresenta un minimo comune denominatore tra le preoccupazioni dei cittadini e mantenersi sani è l’auspicio che si augura a tutti.

Anche la salute però ha un suo costo e a volte risparmiare in questo settore non significa rinunciare alle cure, ma semplicemente informarsi sull’opportunità di ottenere lo stesso effetto terapeutico con un farmaco che costa meno.

Dal 2001  sono, infatti, in commercio i cosiddetti farmaci generici o equivalenti. Chi ne sente parlare può dimostrarsi a volte diffidente, anche perché i media spesso ne parlano in modo poco chiaro.  Ma allora cosa sono?

Si tratta di prodotti farmaceutici  che equivalgono in termini di qualità, sicurezza ed efficacia al corrispettivo farmaco di marca. Questo perché il principio attivo utilizzato é esattamente lo stesso.

Il vantaggio offerto da questi prodotti farmaceutici sta nel prezzo, decisamente vantaggioso (almeno il 20 % in meno rispetto all’omologo di marca): il farmaco, infatti, non é coperto da brevetto per cui le aziende produttrici devono sostenere solamente le spese di produzione e non quelle di ricerca.

Di fatto, la composizione chimica e quindi anche gli effetti terapeutici del farmaco sono gli stessi, perciò si parla di bioequivalenza.

L’acquisto di farmaci equivalenti, che nascono originariamente per favorire un risparmio sul Sistema Sanitario Nazionale, possono far risparmiare ad ogni famiglia fino a 60 euro all’anno.

La diffusione di questi prodotti però non é ancora capillare sia per una naturale diffidenza verso ciò che non é “di marca” sia per la mancanza di informazioni chiare anche da parte di medici di base e farmacisti.

Fonte Immagine: www.proprietaintellettuale.blogosfere.it

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