Un mito del rock come Frank Zappa affermava : “Un Paese è veramente un Paese quando ha una compagnia aerea e una birra…E alla fine è di una bella birra che si ha più bisogno”. Se anche voi amate la birra e volete provare quell’ impagabile soddisfazione di realizzarla da soli, siete pronti a diventare dei perfetti homebrewers.

Per homebrewing si intende l’hobby, o meglio l’arte, di prodursi la birra in casa. Una passione che da alcuni anni sta raccogliendo schiere sempre maggiori di appassionati tra gli estimatori della birra. Questo perché con una cifra modesta si può iniziare a birrificare con risultati notevoli fin dai primi esperimenti.

Chi vuole cimentarsi nella birrificazione casalinga, può scegliere sostanzialmente tra 3 tecniche di produzione:

  • I Kit. Ideali per chi si avvicina per la prima volta alla produzione autonoma di birra, sono gli estratti di malto già luppolato, ovvero Kit di materiale già pronto e dosato correttamente, disponibili sul mercato (in particolare su internet). Si tratta di diluire il mosto già fatto, portarlo ad ebollizione, farlo fermentare, aspettare almeno un paio di settimane et voila, la birra è pronta. Una tecnica questa che non permette di caratterizzare molto la propria birra ma comunque consente di ottenere birre artigianali di apprezzabile livello.
  • E+G, ovvero estratto non luppolato + grani. Questo procedimento è più complesso, ma a differenza del kit, permette di ottenere una birra di qualità superiore e maggiormente personalizzabile. Si parte dall’estratto di malto, al quale si possono aggiungere dei grani vari per decidere qualità e quantità di aromi. L’estratto non contiene il luppolo che, quindi deve essere scelto, dosato e aggiunto al momento giusto.
  • All Grain (detto anche AG) Questo è il metodo più complesso. Si parte infatti dalle materie prime grezze (malto, luppolo, acqua, zucchero, lievito) si lavora per estrarre tutte le sostanze di cui si necessita, si aggiunge il luppolo e poi di seguito come per le altre tecniche: si unisce il lievito e si fa fermentare, si imbottiglia e, con un po’ di pazienza, da ultimo si arriva alla fase della degustazione.

Per i più intraprendenti possiamo poi indicare una quarta tipologia nettamente più estrema ed impegnativa: lo scratch brewing, ovvero il birrificare partendo da zero, coltivando e preparando il luppolo, i cereali, le spezie e tutto ciò che è necessario per produrre la birra.

Un ultima precisazione da farsi è: Fare la birra fatta in casa è legale! La materia è attualmente regolata dal D. L. n. 504 del 26/10/9, che al suo art. 34 comma 3 recita: “E’ esente da accisa la birra prodotta da un privato e consumata dallo stesso produttore, dai suoi famigliari e dai suoi ospiti, a condizione che non formi oggetto di alcuna attività di vendita.”
In teoria quindi la fare la differenza non é la quantità prodotta, bensì se la birra è oggetto di vendita.

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