Da qualche anno si cerca di dar battaglia all’inquinamento attraverso la produzione di auto elettriche. Ma se la produzione di queste  nuove automobili ecologiche è piuttosto significativa, non si può ancora dire altrettanto della loro vendita. Nonostante gli esperti ci abbiano ormai dimostrato che queste auto, abbattendo la produzione di CO2 sono vantaggiose non solo per l’ambiente ma anche per le tasche dei loro proprietari, ancora faticano ad imporsi e a diffondersi in modo considerevole sul mercato. Per questo motivo il governo ha pensato a degli incentivi auto elettriche. Vediamo di cosa si tratta.

Le auto elettriche rappresentano indiscutibilmente la nuova frontiera dell’industria dell’auto, ma per diverse ragioni l’utente è ancora piuttosto scettico di fronte ad un loro eventuale acquisto, preferendo così soluzioni più tradizionali a queste alternative. I vantaggi delle auto elettriche li conosciamo più o meno tutti: esse abbattono i costi elevatissimi della benzina, rallentano il riscaldamento globale e non producono fumi nocivi per l’ambiente. Ma a distogliere l’acquirente dalla scelta di un’auto elettrica ci sono alcuni aspetti ancora poco convincenti, come l’autonomia delle batterie, il tempo di ricarica e il costo. Ma su quest’ultimo aspetto qualcosa è cambiato.

Per indirizzare la scelta dei potenziali acquirenti verso le auto elettriche sono previsti degli incentivi che assicurano sconti fino a 5mila euro. Si tratta senza dubbio di una bella spinta data per portare gli automobilisti italiani a rinunciare alle loro vecchie ma care auto a benzina. Lo stanziamento totale del governo Monti è di 420 milioni di euro e prevede un bonus fino a 5mila euro per coloro che acquisteranno un auto elettrica o ibrida che emetta meno di 50 g/km di CO2.

Queste nuove misure verranno applicate a partire dal 2013, per poi andare avanti fino al 2015. Le polemiche non sono mancate: sono in molti a sostenere che lo stanziamento non sia sufficiente, soprattutto considerando che non è destinato solo alle auto elettriche, ma anche alle ibride, Gpl, a metano, biometano, a biocombustibili e a idrogeno. Ma ormai la decisione è stata presa.

Fonte immagine: trasportando.com

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