Al motto tutto si riutilizza, si scambia e niente si butta, oggi nella civiltà del consumismo e dell’acquisto inconsapevole e sfrenato torna di moda il baratto.

Nato quando non esisteva la moneta e gli uomini si scambiavano tra loro i beni di cui avevano bisogno, ora che la crisi non molla la presa sulla nostra economia, chi non vuole rinunciare allo shopping anche se ha zero euro in tasca, o vuole liberarsi di acquisti sbagliati o superflui guadagnando qualcosa di più congeniale, può utilizzare questa forma di commercio alternativo che consiste nello scambiare (gratis) oggetti propri con quelli di altri.

Il concetto è veramente semplice: io offro un oggetto o anche un servizio in cambio di un altro oggetto/servizio per me vantaggioso.

In Italia già da qualche anno sono nati diversi siti specializzati nel baratto on-line che mettono in contatto tutti coloro che vogliono scambiare, prestare o donare oggetti e servizi. In pratica l’utente  inserisce la descrizione precisa e corredata da foto di ciò che intende offrire e pubblica l’annuncio nelle categorie dei prodotti. Al contempo può aggiungere una lista di oggetti “desiderati” in modo da rendere più semplice lo scambio con altri utenti interessati al baratto.

A dare garanzie sull’affidabilità di chi scambia, sono i barter stessi: online ciascuno è distinguibile attraverso un profilo con tanto di feedback su puntualità, qualità della merce e commenti degli altri utenti. Se questa è la situazione nel mondo virtuale, in quello reale lo swapping, l’arte dello scambio, sta diventando una realtà ben consolidata.

Inizialmente all’estero, specialmente nei Paesi di tradizione anglosassone, ma oggi anche in Italia, stanno prendendo sempre più piede i cosiddetti swap shop. Uno swap shop funziona in questo modo: un cliente arriva in negozio con tutto quello che ha intenzione di dar via (vestiti e accessori); lo staff seleziona ed assegna a ogni capo una categoria che va da 1 a 5.  A questo punto si può scegliere un altro capo presente nel negozio facente parte della stessa categoria. Unica spesa da sostenere è quella per il lavaggio e la sterilizzazione dei propri abiti che poi verranno messi in mostra.

Non ci sono negozi di scambio nella tua zona? Puoi sempre organizzare uno swap pary! Di tendenza nella Manhattan di Sex and the City, puoi organizzare il tuo incontro di baratto glamour anche a casa tua.

Consiglio di programmare lo swap party come terapia anti stress nel periodo del cambio di stagione e relativa sistemazione degli armadi, quando ogni donna dopo il classico “chek”  di cosa sta ancora bene/piace, è spinta dal desiderio irrefrenabile di rinnovare il guardaroba. Invia un messaggio con l’orario dell’evento alle amiche, conoscenti e colleghe di lavoro e invita ognuna a portare qualche capo d’abbigliamento (ma anche accessori, scarpe, profumi…) che non usa più per poterlo scambiare. L’incubo del cambio di stagione si trasformerà in un momento piacevole, divertente, di chiacchiere e di condivisione, in cui non solo ci si può liberare di ciò che non usiamo più, ma si può fare del sano “shopping” a costo zero.

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