In questi giorni l’allarme è stato lanciato ovunque: su radio, tv, internet, la lo scandalo delle protesi PIP, potenzialmente cancerogene o, come sembra, più verosimilmente a maggior rischio di rottura e reazioni infiammatorie, non riguarda soltanto le 30.000 donne francesi che dovranno essere tutte operate per la sostituzione degli impianti. E’ allarme in altri paesi come la Gran Bretagna, che sembra però più cauta nella procedura degli espianti, e anche in Italia, con una stima di circa 5.000 donne coinvolte.

Molto difficile intervenire tempestivamente per individuare queste donne che corrono un serio rischio per la loro salute, a causa della mancanza di un registro delle protesi impiantate. Morire di cancro per colpa di una protesi al seno piena di silicone è possibile. Ed in Francia un nuovo caso di una donna deceduta dopo aver portato per anni la protesi difettosa fa crescere l’allarme sanitario.

La frode è venuta a galla nel marzo del 2010, quando l’Afssaps ha scoperto che le protesi in questione tendevano a scoppiare il doppio delle volte rispetto ad altre. È emerso dunque che la Pip utilizzava un silicone ad uso industriale, e non medico, di quelli per sigillare le fessure dei rubinetti e delle docce. Il prodotto è stato quindi ritirato dal mercato. Ma nel frattempo si pensa che almeno 30 mila donne siano state operate, in Francia e all’estero.

L’80% delle protesi fabbricate dalla Pip venivano esportate. L’Associazione delle vittime delle Pip vuole chiedere al ministro della Sanità, Xavier Bertrand, il rimborso di tutte le operazioni per ritirare le protesi. Per ora, solo le donne che hanno fatto ricorso alla chirurgia per ricostruire il seno dopo l’asportazione di un tumore hanno diritto al rimborso. Non quelle, e sono numerose, che lo hanno fatto per motivi estetici.

Le operazioni, fa notare l’associazione, costano ta i 1.500 ed i 2.000 euro. Intanto l’Afssaps ha rilanciato l’appello a tutte le donne che si sono operate in passato di farsi ritirare al più presto le protesi. Ha anche pubblicato sul suo sito internet un messaggio rivolto ai chirurghi perchè moltiplichino i controlli preventivi sulle loro pazienti, anche se non si manifestano particolari complicazioni.

Fonte Immagine: mammaoggi.it

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