investimentoNonostante la crisi i genitori sono sempre preoccupati per il futuro dei loro figli e cercano come possono di pensare al loro futuro, magari attraverso piccoli risparmi che potrebbero negli anni diventare un bel gruzzoletto a disposizione di ragazzi ormai vicini all’età adulta, con tutte le esigenze che quel periodo della vita può avere.

Scegliere in un periodo così delicato la giusta formula per risparmiare denaro, però, può essere difficile. Vediamo quindi quali sono i principali strumenti di investimento per i propri figli, descrivendone brevemente pro e contro.

Partiamo da una delle soluzioni più conosciute e spesso utilizzate: il libretto di risparmio. Comodo per la sua immediatezza e semplicità di utilizzo, il libretto di risparmio è utilizzabile per prelievi e versamenti solo se si è maggiorenni. Non esoso in quanto a spese di gestione, il libretto di risparmio è però poco indicato per chi vuole risparmiare nel lungo termine e guadagnarci qualcosina. Gli interessi corrisposti, infatti, sono davvero bassi.

Passiamo quindi all’acquisto di Titoli di Stato ed ai buoni fruttiferi postali. Abbastanza comodi sotto ogni aspetto, l’unico neo rilevante riguarda il riscatto delle somme. Qualora, infatti, questo dovesse avvenire prima del termine previsto dalla scadenza degli interessi, il cliente potrebbe andare incontro a perdite economiche che, di fatto, avrebbero resa vana l’attesa di anni.

Un’interessante forma di tutela dei figli è poi la polizza, una vera e propria copertura assicurativa che protegge i figli qualora uno o entrambi i genitori dovessero venire a mancare, soprattutto se a non esserci più fosse il genitore con il reddito maggiore. La polizza può essere interessante per quanto riguarda i costi accessori visto che, in caso di morte del titolare della polizza stessa, non saranno addebitati costi di successione. Buone garanzie, quindi, ma anche costi di gestione mediamente più alti rispetto ad altre forme di investimento. Un aspetto col quale fare i conti per tempo.

E finiamo poi col Pip, acronimo di Piano individuale pensionistico. Si tratta di una forma di previdenza complementare interessante per le detrazioni possibili ogni anno: addirittura fino a 5.164 euro rispetto ai versamenti effettuati. E col Pip, la fedeltà negli anni premia. Dal 15esimo anno dalla sottoscrizione di questo piano, infatti, la tassazione scende dello 0,3% ogni anno. Un aspetto interessante per chi vuole investire per i propri figli quando sono ancora neonati per dare tempo a questi risparmi di diventare negli anni qualcosa di davvero importante.

Foto: gecoim.it

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