garanzia-soddisfazione-garantita-itaA quanti di noi sarà capitato di acquistare un bene che, immediatamente dopo essere stato comprato o qualche tempo più in là, ha mostrato difetti che non permettevano il suo corretto utilizzo. È in casi come questi che il compratore deve esercitare il suo imprescindibile diritto alla garanzia sul prodotto acquistato e mal funzionante.

Per legge la garanzia di un prodotto acquistato presso qualsiasi rivenditore è di due anni che scendono ad un solo anno di garanzia in caso di prodotto usato. Vediamo ora, però, in quali casi l’acquirente può e deve far valere il suo diritto di garanzia e come comportarsi nella malaugurata ipotesi si ritrovasse ad avere a che fare con un venditore scorretto.

Un bene acquistato presso qualsiasi negozio è coperto da garanzia se l’oggetto presenti un qualsiasi malfunzionamento non dipendente dall’utilizzo da parte dell’acquirente, se la descrizione che ci viene fatta dal venditore sul prodotto e le sue qualità non è conforme a quello che nell’effettività è poi il bene acquistato, se il commerciante, o chi per lui sotto sua responsabilità, sbaglia nel montaggio del prodotto arrecandogli dei danni, se non si presenta idoneo all’utilizzo tradizionale per il quale l’oggetto è stato acquistato e se le caratteristiche pubblicizzate non sono le medesime riscontrate nel bene portato a casa.

L’unico obbligo da parte dell’acquirente è quello di richiedere la riparazione o la sostituzione dell’oggetto difettoso entro due mesi dalla scoperta del malfunzionamento. Nessun procedimento particolare: come molti sanno, infatti, sarà semplicemente necessario portare l’oggetto presso il negozio dove lo si è precedentemente acquistato, spiegare il difetto e richiedere l’intervento in garanzia che, in nessun caso, dovrà mai essere a spese del compratore.

Attenzione alle possibili opposizioni da parte del venditore. Se vi dice che c’era bisogno di conservare la confezione originale o che, per velocizzare le cose, sarebbe consigliabile portare l’oggetto acquistato direttamente dal produttore, sappiate che sta operando contro legge. Il venditore è infatti tenuto a raccogliere quanto viene detto dall’acquirente, prendersi carico della riparazione o sostituzione del bene difettoso e non chiedere alcuna spesa aggiuntiva al consumatore finale.

Quando l’acquirente si trova quindi in una simile situazione di difficoltà, o più in generale quando si tratta di beni di un certo valore, è consigliabile scrivere una denuncia scritta da inviare al rivenditore tramite fax o raccomandata a/r di modo che resti all’acquirente copia scritta dell’avvenuta comunicazione. Importantissimo, infine, ricordare anche di conservare sempre lo scontrino di acquisto che attesta la data nella quale lo stesso è stato effettuato, solitamente anche la tipologia di prodotto ed il suo prezzo. Attenzione, però: gli scontrini sono in carta termina, una particolare tipologia di carta sulla quale le informazioni stampate potrebbero non rimanere impresse per due anni. Non appena acquistate un oggetto, quindi, fate una fotocopia su carta tradizionale dello scontrino così che non possa usurarsi la prova del vostro acquisto.

Foto: xenontuning.com

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