Poche le informazioni che, nonostante la scadenza imminente, circolavano fino a pochi giorni fa riguardo all’acconto IMU ed alla compilazione del modello F24 per procedere al pagamento. Una circolare del Ministero dell’Economia, la numero 3 per la precisione, ha finalmente sciolto qualsiasi dubbio relativamente ai mille punti rimasti oscuri negli ultimi mesi.

Per l’acconto IMU, quindi, non si dovrà tener conto di eventuali delibere comunali ma pagare tenendo come riferimento le aliquote nazionali che sono le seguenti: 0,40% per la prima casa e sue pertinenze con valore catastale C2, C6 e C7, 0,76% per immobili diversi tra i quali vanno considerati anche i terreni, seppure incolti, e gli immobili in fase di costruzione che rientrino nella categoria F3 ed aliquota allo 0,20% per immobili rurali (l’acconto da versare è qui pari al 30%).

Altri immobili sono invece esenti dal pagamento dell’IMU e in particolare le abitazioni aquilane dichiarate inagibili dopo il sisma del 2009 (immaginiamo avverrà lo stesso per i terremotati dell’Emilia Romagna ma la circolare è stata emessa prima del sisma che ha colpito la popolazione), cortili e giardini, terreni dove non è possibile edificare ed appezzamenti di terreni in zone montuose già esentati dalla vecchia Ici. Non dovranno pagare IMU, inoltre, i terreni coltivati da coltivatori diretti ed imprenditori agricoli che non abbiano fittato a terzi e con introito non superiore ai 6.000 euro.

Ma chi è che deve pagare l’IMU per un’abitazione o un terreno? La risposta più semplice da dare sarebbe l’intestatario ma in realtà possono esistere casi diversi nei quali altri soggetti diversi dall’intestatario stesso abbiano reali diritti sull’immobile. È questo il caso di usufruttuario, vedovo/a che abiti la casa intestata al coniuge defunto, coniuge che abita la casa dell’ex così come disposto dal giudice e soggetti titolari del diritto d’uso o di quello di abitazione.

Per far sì che a pagare in questi casi siano i soggetti suddetti e non il proprietario dell’immobile, sarà necessario che i diritti di chi usa fattivamente l’abitazione siano veri e propri dati dichiarati al catasto e non solo con scrittura privata. Il comodato, infine, anche se registrato non esenta il proprietario dell’immobile dal pagamento IMU in luogo di chi è realmente all’interno dell’abitazione concessa.

Per calcolare l’importo da pagare bisognerà far riferimento alle quote di possesso e agli immobili siti in quel determinato Comune. L’imposta si azzera, e dunque non va versata, se dal suddetto calcolo non si superino i 12 euro annui.

Ma vediamo ora come compilare l’F24 dedicato al pagamento IMU. Innanzitutto va sottolineato che si utilizzerà il riquadro IMU e altri tributi locali. Come codici di versamento avremo 3912 per la prima abitazione e sue pertinenze (quota destinata al Comune dove è collocato l’immobile), 3913 per fabbricati rurali ad uso strumentale (anche in questo caso il destinatario è il Comune), 3914 per i terreni (quota comunale), 3915 ancora per i terreni (quota statale), 3916 e 3917 per le aree fabbricabili (rispettivamente come destinatari Comune e Stato), 3918 e 3819 per altri fabbricati (anche in questo caso il primo codice tributo identifica la quota comunale ed il secondo quella statale).

In “codice ente” andrà immesso il codice identificativo del Comune dove è sito l’immobile o il terreno. Per l’acconto andrà poi barrata la casella “Acc.” Indicando 0101 per l’acconto e 0202 e 0303 per le due successive rate (ricordiamo che la tripartizione di pagamento è concessa solo in caso di pagamento per la prima abitazione mentre per gli altri immobili e i terreni il pagamento andrà effettuato in sole due tranche). Andrà infine indicato il numero degli immobili, le detrazioni alle quali si ha eventualmente diritto per la prima casa e gli importi a debito versati, intesi al netto. Ogni importo andrà arrotondato all’euro e con uno stesso modello F24 sarà possibile pagare anche per diversi immobili siti in diversi Comuni.

Foto: economiablog.net

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