Per milioni di contribuenti sta per finire un vero e proprio incubo durato forse troppo tempo. Stiamo parlando di Equitalia, l’ente preposto alla riscossione dei debiti, che in questi ultimi mesi tanto aveva fatto parlare di sé per le cosiddette cartelle “pazze” che in ogni luogo d’Italia erano arrivate per togliere serenità alle centinaia di migliaia di persone che, dalla tassa della spazzatura ad imposte un po’ più cospicue e serie, avevano dei conti in sospeso con Comuni ed altri enti.

Ebbene, a far data dal prossimo 30 Giugno, Equitalia cessa obbligatoriamente di riscuotere denaro per conto dei Comuni anche se, è bene sottolinearlo, questo non significherà che questi ultimi decideranno di non riottenere le cifre a loro destinate. Ciascun ente locale, infatti, avrà modo di affidarsi ad altri concessionari per riottenere in proprio ciò che gli spetta.

In ogni caso, però, sono in molti a tirare un deciso sospiro di sollievo. Tra procedimenti spesso lenti, interessi troppo alti e ganasce fiscali (il procedimento attraverso il quale Equitalia ricorre alla riscossione coatta di somme non versate) troppo facili anche per importi da versare di modesta entità, la pazienza dei contribuenti era decisamente finita. Ora, finalmente, qualcosa si sta muovendo anche se bisognerà aspettare altri 7 mesi circa.

Ma, badate bene, la proroga di 6 mesi dopo il decreto “salva-Italia” che ci farà dire addio ad Equitalia solo a Giugno, il Dl 174/2012, non vieta di fatto ai Comuni di lasciare Equitalia già dal 1 Gennaio 2013 gestendo diversamente la riscossione dei debiti ed affidandosi ad altro esattore. Nel frattempo non resta che aspettare che il decreto sulla separazione degli enti locali da Equitalia diventi definitivo dopo aver percorso tutto l’iter parlamentare richiesto. Salvo sorprese dell’ultimo minuto, però, non dovrebbero arrivare cambiamenti inattesi e finalmente le cartelle “pazze” saranno solo un lontano ricordo.

Foto: investireoggi.it

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