Locatari attenti! Con un Decreto ministeriale lo Stato Italiano ha introdotto a partire dal 1° Gennaio del 2011, in seguito alla riforma del federalismo fiscale, la cedolare secca sugli immobili ad uso abitativo e sulle loro pertinenze.

Si ricorda che per cedolare secca si intende un prelievo diretto in percentuale sul canone di affitto, in sostituzione di tutte le altre tassazioni, quali Irpef e Imposta di Registro. Significa che le tassazioni sugli affitti saranno direttamente proporzionali ai canoni pattuiti, e non potranno variare in base ai redditi dei proprietari.

Già con la finanziaria varata dal governo e i tagli alle agevolazioni fiscali previste per il settore immobiliare, per coloro che affittano casa ci saranno delle spiacevoli novità, si prospetta un aumento dell’aliquota dal 21% al 25% già dal prossimo anno.

Per capire quanto inciderà il cambiamento bisogna ricordare che aderendo alla cedolare secca i proprietari potranno beneficiare in media di un risparmio del 22,6% rispetto alla tassazione attuale, in quanto venendo le locazioni tassate in base all’aliquota marginale Irpef, applicata sull’85% del canone, si deduce che gli italiani che danno in affitto una casa pagano oggi all’erario il 30,4% del canone riscosso. Di contro, col nuovo prelievo verrà meno lo sconto a forfait del 15% che oggi ripaga il proprietario per le spese di manutenzione.

Secondo FIAIP la mancata introduzione della cedolare secca potrebbe essere un freno al rilancio e allo sviluppo del mercato immobiliare, tuttavia, una tassazione superiore, come nel caso in esame, potrebbe ingenerare ancora elusione fiscale, evitando di ridare fiato al mercato immobiliare che è in sofferenza.

Fonte Immagine: news.attico.it

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