Buone notizie in arrivo per i contribuenti, di fatti, la Corte di Cassazione seguendo l’orientamento della comunità europea, ha decretato che la somma che i cittadini versano per la raccolta e lo smaltimento della spazzatura è una tassa e non una tariffa quindi, l’applicazione di una ulteriore tassa (l’IVA del 10%) su una tassa non è applicabile. In seguito a questa sentenza diventa illegittimo applicare sulle bollette l’Iva.

Dunque cari concittadini e contribuenti sappiate che è possibile richiedere ai Comuni il rimborso immediato dell’IVA al 10% sulla tassa dei rifiuti. Potrete richiedere il rimborso per gli ultimi 10 anni, ma attenzione, verificate prima che sulle bollette sia stata applicata l’IVA sulle voci di raccolta e di smaltimento rifiuti.

Il rimborso potrebbe farvi recuperare un bel po’ di denaro, infatti, se fino ad ora avete pagato 300 euro all’anno, potrete richiedere il rimborso del 10%, cioè 30 euro per ogni anno, fino ad un massimo di 10 anni. Dunque, in totale, la somma che il Comune dovrà restituirvi sarà di 300 euro. Si potrà dire che per la prossima bolletta sarete a posto!

Non vi resta altro che verificare se nella fattura del Comune è indicata una somma a titolo di IVA e avviare la pratica di rimborso. Oppure se non avete dimestichezza o tempo da dedicare a tali pratiche potrete rivolgervi ad un ente quale il Codacons che provvederà ad affiancarvi nel percorso.

Potrete contattare l’ente sul sito per un primo chiarimento. Inoltre, iscrivendovi al Codacons per due anni, otterrete il ricorso gratuitamente, totalmente a spese di questo ultimo. L’iscrizione  per il biennio, a titolo informativo è di 100 euro come socio ordinario.

Fonte Immagine: forumselbeta.it

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