imagesÈ scattato da pochi mesi il nuovissimo redditometro e già l’Agenzia delle Entrate ha provveduto ad inoltrare ben 35mila lettere a tutti quei contribuenti che potrebbero – il condizionale è d’obbligo fino a prova contraria – aver evaso il Fisco per l’anno 2009. E’ infatti questo il primo anno preso in considerazione dal nuovo redditometro che analizza nello specifico le discrepanze tra quanto dichiarato per quell’anno e quanto realmente speso e documentabile. Siamo però solo all’inizio. Pare, infatti, che a Dicembre le lettere inviate ai contribuenti con un “passato fiscale” poco chiaro possano addirittura salire a 50mila.

Nonostante il gran parlare di questa novità, però, niente inutili allarmismi. Il primo aspetto da precisare riguarda nello specifico la definizione che l’Agenzia delle Entrate fa di “discrepanza” tra reddito dichiarato e spese sostenute. Le lettere inviate, infatti, riguardano solo quelle situazioni dove lo sfalsamento tra ciò che si è guadagnato e ciò che si è speso nel 2009 supera il 20%.

Ma cosa fare se si è tra coloro che hanno ricevuto a casa questo particolarissimo plico? Innanzitutto bisognerà analizzare con calma tutte le richieste poste al contribuente. Il plico inviato dall’Agenzia delle Entrate, infatti, è presentato sotto forma di questionario così da riuscire a capire quali e per quali importi sono state le spese che nell’anno preso in esame hanno portato ad una ingente uscita di denaro. Tutte le giustificazioni che saranno presentate dal contribuente andranno opportunamente provate (esibendo, ad esempio, scontrini e fatture di prodotti acquistati in quell’anno, motivando un grande spesa con fondi e risparmi già accumulati negli anni, e così via). Solo se le prove presentate non fossero ritenute congrue scatterà il secondo colloquio, il vero e proprio accertamento fiscale.

Altro aspetto fondamentale, i tempi. Il contribuente che riceve richiesta di spiegazioni dettagliate da parte dell’Agenzia delle Entrate avrà 15 giorni dalla data di notifica di avvenuta ricezione del questionario per presentare i documenti necessari a chiarire il problema. Qualora servissero però tempi più lunghi, lo stesso contribuente potrà richiedere personalmente all’ufficio che gli ha inviato il plico un differimento del termine ultimo per la presentazione dei documenti necessari a chiarire la propria posizione fiscale.

Foto: ilgiornaledelmolise.it

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