Il costante alternarsi di momenti positivi e di speranza ad altri di profondo pessimismo riguardo ai mercati, alle tasse e al peso che tutto ciò ha sui contribuenti, sta portando ad un nuovo e negativo traguardo. Secondo la Cgia di Mestre, infatti, i fitti per gli artigiani e piccoli imprenditori sono aumentati notevolmente a causa dell’Imu e si prospetta la chiusura di oltre 150 mila attività entro la fine dell’anno.

Dati sconvolgenti che possono essere resi ancora più angoscianti se vediamo più da vicino questi aumenti. Chi a Bari si ritroverà a fare i conti col rinnovo del canone di locazione per il fitto di un piccolo negozietto in pieno centro storico, subirà aumenti pari all’89,1%. Seguono a breve distanza Genova (70,1%), Palermo (68%), Torino (57,4%) e Roma (53,4%).

Gli aumenti dei fitti per i negozi non sono stati esosi solo per il centro città. Anche in periferia, infatti, la situazione che va man mano delineandosi in questi mesi è poco rosea. A Bari, sempre in cima a questa lista, gli aumenti per il fitto di un negozio in periferia sono stati dell’82,6%, a Roma del 48,1%, a Cagliari del 46,7%. Il tutto duramente peggiorato dal tasso di inflazione salito al 24%.

Uno scenario tutt’altro che entusiasmante, non c’è che dire. Ma qualcuno potrebbe controbattere ricordando che negli ultimi anni c’era stato un lieve calo dei prezzi per i fitti di immobili. Tutto vero. Il problema è che gli aumenti odierni dovuti all’Imu, sommati al pagamento mensile delle utenze necessarie e alle tasse locali, stanno conducendo sempre più negozianti a compiere la scelta più drastica ma, in molti casi, necessaria: chiudere l’attività. È per questo che Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre, afferma senza troppi dubbi che, secondo le previsioni ottenute tenendo conto dei dati a disposizione, a fine anno dovrebbero essere addirittura 150 mila le attività medio – piccole che in tutta Italia saranno costrette a chiudere definitivamente i battenti.

Foto: radiogold.it

Tags:

Sorry, Comments are closed.