Recentemente il Governo con il “Decreto Milleproroghe” ha sancito una serie di norme mediante le quali  presentare la dichiarazione di aggiornamento catastale per gli immobili non iscritti al catasto, i cosiddetti  “fabbricati fantasma” e per quelli censiti ma sottoposti ad interventi edilizi che ne abbiano accresciuto la consistenza o variato la destinazione e mai comunicati.

Al fine di eseguire correttamente e legalmente le pratiche catastali è necessario rivolgersi ad un tecnico abilitato, che eseguendo un sopralluogo, vi permetterà di fare domanda di iscrizione o di variazione, completa di tutti i dati tecnici dell’immobile incluse le planimetrie catastali.

In seguito all’iscrizione al catasto ai fabbricati verrà attribuita una rendita, in base alla quale si calcoleranno le imposte sui redditi e l’Ici. Inoltre, la rendita catastale, che sia dichiarata o attribuita produrrà effetti dal 1 gennaio 2007, da tale data si conteggeranno arretrati d’imposta e sanzioni, salvo la possibilità da parte dell’interessato di dimostrare una diversa decorrenza.

Tempi duri per i “furbetti”, soprattutto dal momento che l’Agenzia del Territorio ha iniziato a individuare i fabbricati irregolari, mediante esame delle fotografie aeree o con altri mezzi di verifica.

E se provate ad infischiarvene della norma andrete incontro ad un provvedimento d’ufficio che prevede l’accatastamento a spese del contribuente, e nel frattempo attribuirà una rendita presunta da iscrivere transitoriamente in catasto, con oneri a carico dell’interessato, anche sulla base delle indicazioni fornite dai Comuni al fine di permettere l’applicazione immediata delle imposte.

Le nuove norme  previste da decreto “Milleproroghe”  conservano la validità delle procedure precedentemente previste per la regolarizzazione catastale dei fabbricati ex rurali, cioè di tutti quei fabbricati rurali che non hanno più i requisiti per l’esenzione dalle imposte sui redditi e dall’Ici.

Fonte Immagine:ilquotidianoitaliano.it

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