monoscopio_raiTutti noi cittadini italiani che abbiamo nelle nostre case almeno un apparecchio televisivo siamo tenuti per legge a pagare annualmente una tassa. Stiamo parlando chiaramente del canone RAI, il cui pagamento ci tocca ogni inizio di un nuovo anno, con una scadenza fissata per il 31 del mese di gennaio.

Chi non rispetta questa data paga è obbligato a pagare i dovuti interessi di mora. Ma una cosa che non tutti sanno è che se fino al 2010 il canone RAI doveva essere pagato in un’unica volta, proprio a partire dall’anno appena citato, complice anche la crisi, è stato stabilito che il canone si può dilazionare. Ma tutti possono pagare a rate il canone RAI? E in che modo funziona questa procedura?

Innanzitutto, c’è da dire che la possibilità di dilazionare il canone RAI  non è concessa a tutti, ma solo a determinate categorie di cittadini. Sono coloro che percepiscono una pensione previdenziale o assistenziale. Se il reddito annuale della persona pensionata, nonché titolare dell’abbonamento televisivo, non supera i 18.000 euro, allora ci sono i presupposti per presentare la domanda di rateizzazione. L’iter prevede che ci si rivolga al proprio ente pensionistico, il quale si impegnerà a pagare il canone con delle trattenute con cadenza periodica sulla pensione.

Ovviamente c’è una data da rispettare per la presentazione della domanda. Questa data è il 15 novembre dell’anno precedente quello il canone da rateizzare si riferisce. Una volta presentata, la domanda verrà valuta dall’ente pensionistico, che dovrà decidere se accoglierla o meno. Se tutto fila liscio e quindi l’ente accoglie la richiesta, il pensionato titolare dell’abbonamento avrà diritto al pagamento del canone in undici rate, calcolate chiaramente senza interessi. Se, al contrario, l’ente ritiene non ci siano i presupposti per una rateizzazione, allora il pensionato dovrà continuare a pagare regolarmente il canone secondo i tempi ed i modi previsti.

Fonte immagine: http://glioccidentali.it/my-politics/689-rai-labolizione-del-canone-approda-al-parlamento-europeo.html.

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