L’idea di scambiare il taglio dell’Irpef con l’aumento dell’Iva ha in qualche modo messo a tacere le costanti critiche dei sindacati ma ha letteralmente mandato in tilt i consumatori, infuriati perché le previsioni non sono per niente ottimistiche. Ma vediamo nel dettaglio di cosa si tratta. Secondo la legge di stabilità, l’Irpef sarà tagliato di un punto percentuale per i primi due scaglioni di reddito mentre l’Iva, di per contro, subirà il tanto temuto aumento al 22%.

La Confcommercio avverte: questa manovra di scambio tra un’imposta e l’altra, altro non potrà fare che riversarsi come un boomerang sui consumatori. E, per essere ancora più chiara, dà dei numeri tutt’altro che rassicuranti. Nel 2013, infatti, con l’aumento dell’Iva è previsto un calo dei consumi dello 0,9% che subirà aumenti tutt’altro che positivi nel 2014.

Una manovra che cerca di snellire le imposte da un lato, aumentandole dall’altro, porta con sé quello che viene definito “difetto capitale”. Un difetto del quale si sono accorti in molti a partire dal Codacons che reputa questa “una presa in giro per i consumatori”. Questo aumento si tradurrà per una famiglia media di 2,4 persone in 273 euro in più all’anno mentre una famiglia composta da 3 persone pagherà 324 euro in più su base annua ed una di 4 persone addirittura 432 euro in più. Cifre tutt’altro che da sottovalutare che la Confesercenti ci illustra in maniera ancora più cupa. L’inaccettabile “mazzata”, così come l’ha definita, sarà di ben 1,5 miliardi di euro e porterà la maschera dei tagli della pressione fiscale.

Mentre le associazioni dei consumatori sono tutte così in allerta , i sindacati sembrano sensibilmente soddisfatti del risultato ottenuto e, sebbene non abbraccino caldamente la nuova riforma tessendone le lodi, sono comunque propensi a pensare che dal taglio dell’Irpef possano nascere nuove importanti opportunità. Tra tutti i sindacati, però, è la Cgil ad essere la più cauta. E lo è a ragione. L’abbassamento Irpef ha fatto capire a tutti che, volendolo, ogni taglio, anche benefico per i cittadini, può essere attuato. Quello che c’è da capire ora è se togliere da un lato ed aumentare dall’altro non sia una contraddizione che rende praticamente nullo il beneficio portato dall’abbassamento dell’Irpef.

Foto: confesercenti.it

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