Pignoramento-equitaliaNuove brutte notizie per quanti hanno debiti da saldare ad Equitalia. L’ennesima doccia fredda per i contribuenti tartassati da tasse e tributi vari arriva grazie a due provvedimenti del governo Monti: la manovra salva – Italia ed il decreto semplificazioni numero 16 del 2012.

Ma veniamo al nocciolo della questione. Finora il pignoramento relativo a debiti fiscali non pagati poteva essere nella misura massima di un quinto su stipendio o pensione. Con l’obbligo di versare gli importi superiori a 1.000 euro necessariamente sul proprio conto corrente, per avere una maggiore tracciabilità dei movimenti di ciascuno, il tetto di pignorabilità viene automaticamente ad annullarsi.

Col nuovo decreto semplificazioni i limiti al pignoramento presso terzi (le Banche in questo caso) sono pari ad 1/10 per redditi da lavoro pari a 2.500 euro, 1/7 per i redditi da lavoro compresi tra 2.500 e 5.000 euro ed 1/5 per redditi superiori ai 5.000 euro.

Il problema nasce quando le somme derivanti da lavoro, portate automaticamente sul conto corrente perché superiori ai 1.000 euro e quindi obbligate a questo passaggio, si confondono con eventuali giacenze pregresse sul proprio conto e magari non derivanti dal lavoro stesso. La Cassazione, poi, con una sentenza dello scorso anno, ha stabilito che le somme già confluite su conto corrente non sono soggette a limitazioni per quanto concerne eventuale pignoramento. A questo punto gli importi per così dire a “tutela speciale”, ovverosia gli stipendi, si confondono in maniera pericolosa con altri risparmi rendendo di fatto nulli i limiti imposti in un primo tempo ad Equitalia.

Poco cambia se il contribuente riesce a comprovare quali siano i suoi redditi da lavoro sul conto corrente. Il problema, in ogni caso, permane. Anche senza rompere quello che è l’attuale limite al pignoramento, Equitalia potrà in ogni caso richiedere indietro il suo credito direttamente alla Banca per un prelievo automatico dal conto corrente del debitore senza così avviare un procedimento giudiziario.

Foto: investireoggi.it

Tags:

Sorry, Comments are closed.