Sono circa 5.500 i circoli Arci (Associazione Ricreativa e Culturale Italiana), diffusi in maniera capillare su tutto il territorio nazionale. Si tratta di circoli di promozione sociale di stampo comunista, regolamentati dalla Legge 383/2000 , le cui origini affondano sui principi del mutualismo e solidarismo fin dal 1957 (anno di fondazione). Si occupano e favoriscono la cultura nelle varie sfaccettature, dal teatro, all’ arte, cinema, lettura e danza.

Come nel caso di molte associazioni italiane  (come le altre gruppi di promozione sociale, ricreative e sportive), in cui è vietato severamente le finalità lucrative, sono stati perpetuati negli anni abusi. le accuse e polemiche riguardano le agevolazioni fiscali e dubbie attività sociali realmente svolte.

Infatti moltissimi circoli Arci in realtà sono pub, discoteche, ristoranti, sale da ballo e cinematografiche, con guadagni a nero e agevolazioni fiscali: prima fra tutte l’esenzione al pagamento della vecchia Ici (tramutata in Imu) e di lucrare su attività culturali. E’ necessario fare alcuni chiarimenti per dissipare dubbi ed evitare ulteriori abusi. A tal proposito, leggiamo l’art. 2 primo comma, legge 7 dicembre 2000, n. 383:

‘’Le associazioni riconosciute e non riconosciute, i movimenti, i gruppi e i loro coordinamenti o federazioni costituiti al fine di svolgere attività di utilità sociale a favore di associati o terzi, sono senza finalità di lucro (non profit) nel pieno rispetto della dignità e della libertà degli associati’’.

Quindi i circoli Arci e tutte le associazioni non devono perseguire scopi commerciali; altre sono le forme organizzative che perseguono lo scopo remunerativo, poichè determinando reddito, sono soggette a specifiche tassazioni (raggruppamenti professionali, società di capitali e di persone, occulte e di fatto, cooperative sociali).

Non tutti i circoli Arci sono esenti dal pagamento Imu (Imposta Municipale Unica); nel caso l’immobile adibito ad attività rispondenti lo statuto Arci sia di proprietà del titolare della stessa, è tenuto a versare l’Imu. Inoltre se il circolo ospita attività di tipo commerciale (come concerti ed eventi teatrali) è tenuto a versare l’imposta.

La maggior parte dei circoli Arci risulta, comunque, in affitto, per cui è lecito che i proventi di tutte le iniziative svolte siano esenti da tassazioni. Ricordiamo che questi enti ed associazioni no profit rivestono un ruolo fondamentale per l’interesse collettivo, sia nel campo sociale che culturale.

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