L’imposta di bollo, questa sconosciuta. Per molti l’imposta da corrispondere per il proprio conto corrente bancario è una questione mai affrontata fino in fondo. Le ultime modifiche varate col Decreto “Salva- Italia” rendono però necessaria, ora più che mai, la sua conoscenza. In buona sostanza l’imposta di bollo è una tassazione sulla liquidità presente sul proprio conto. Ma a quanto ammonta il suo importo annuale? Per le persone fisiche l’importo è pari a 34,20 euro che arrivano a 100 euro per le aziende. Quando le persone fisiche hanno sul proprio conto corrente personale una giacenza media pari a 5000 euro, però, l’imposta si annulla ed il correntista non dovrà corrispondere nulla.

Dal 1° Gennaio 2012 qualcosa è cambiato. Chi possiede titoli finanziari, infatti, è tenuto da questa data al pagamento di un’imposta di bollo pari allo 0,10% con un tetto minino di 34,20 euro ed uno massimo di 1200 euro, tetto massimo che dal prossimo anno non esisterà più a fronte di un aumento dell’aliquota che passerà allo 0,15%.

Cosa avviene, invece, con gli investimenti esteri? Le persone giuridiche, e non quelle fisiche, che detengano attività finanziarie con le Banche estere non saranno tenute al pagamento dell’imposta di bollo così come legiferato col Decreto “Salva – Italia”.

Il discorso dell’imposta di bollo non tocca però i soli conti correnti ma anche i libretti di risparmio ed i buoni fruttiferi postali. Proprio per questi ultimi si specifica che l’imposta di bollo è azzerata per importi anche in questo caso inferiori ai 5000 euro. Il discorso vale però solo per i buoni fruttiferi in forma cartacea antecedenti a quelli emessi a partire dal 1° Gennaio 2009.

Nuove tassazioni anche per alcune polizze assicurative come quelle sulla vita ed i contratti di capitalizzazione. Sono invece esenti dall’imposta di bollo polizze come quelle per la pensione complementare.

Foto: nicoladantuono.blogspot.com

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