L’ultima scadenza IMU per questo travagliato 2012 di tasse ed imposte sta per arrivare. Il prossimo 17 Dicembre, infatti, gli italiani saranno chiamati ad effettuare il saldo dell’imposta municipale unica, la nuova Ici che sin dalla sua genesi aveva fatto parlare non poco di sé. Nonostante la scadenza si avvicini, però, sono ancora molti i dubbi dei cittadini riguardo all’imposta da pagare. Ecco qui di seguito raccolti i maggiori quesiti da risolvere prima di saldare il conto con l’IMU almeno per quest’anno.

Innanzitutto molti si chiedono se per la prima casa vada presentata la dichiarazione IMU. La risposta in realtà è no, fatta eccezione per tre casi. Il primo riguarda una coppia sposata dove marito e moglie hanno residenza in Comuni diversi, il secondo riguarda invece tutti gli abitanti di quei Comuni che hanno assimilato la prima abitazione di disabili ed anziani ricoverati in maniera permanenti in centri di cura ed assistenza ed il terzo, infine, i cittadini stranieri iscritti all’Aire che abbiano casa qui in Italia.

Altro dubbio che attanaglia le menti delle centinaia di migliaia di contribuenti che si apprestano a saldare il pagamento dell’IMU è il seguente: come compilare il comparto “rateazione” del modello F24 per il pagamento? Molto semplice: nel saldo il campo, che aveva creato problemi non da poco per i versamenti precedenti di coloro che avevano scelto di pagare in due tranche, andrà riempito per il saldo con i numeri 0101, senza scrivere o presentare altro.

Altro aspetto interessante riguarderà coloro che andranno a credito con il pagamento dell’IMU. A questo punto sarà necessario recarsi presso uno sportello dell’Agenzia delle Entrate e far correggere, attraverso una semplice istanza, i codici tributo di Giugno. Se anche dopo questa operazione restassero delle somme a credito del contribuente, lo stesso dovrà richiedere al proprio Comune di residenza la procedura esatta per procedere al rimborso delle suddette somme o alla loro compensazione con altri tributi locali da pagare.

Ultimo dubbio legato all’IMU riguarda le modalità per spezzare la quota comunale da quella statale. Questo problema, che sembra ai più un aspetto superfluo, è in realtà di fondamentale importanza per quanti devono pagare l’IMU per abitazioni diverse da quella principale e dunque fabbricati rurali. Se nell’acconto il calcolo era semplicissimo poiché bastava dividere in due l’acconto, nel caso del saldo bisognerà tenere a mente che la quota statale, fissa, è calcolata su base annua con un’aliquota dello 0,38%, quindi allo 0,19% per il singolo pagamento del saldo,  mentre quella comunale è la restante parte che verrà fuori dal calcolo.

Foto: trend-online.com

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