Quei pensionati che nell’anno 2009 hanno ricevuto una quattordicesima di importo variabile dai 336 ai 504 euro, oggi potrebbero ritrovarsi a doverla restituire all’Inps, l’istituto che “per sbaglio” ha erogato somme troppo alte ai contribuenti.

Ecco da dove nasce il problema. A Giugno l’Inps ha voluto verificare i redditi di coloro che nel 2009 hanno beneficiato di questo surplus in base alla legge 127/07 che lo prevede per determinate fasce di reddito. Quello che l’Inps ha voluto confrontare, nello specifico, sono stati i redditi presunti e l’importo erogato a seguito di queste previsioni.

Dai redditi presunti, elemento preso come riferimento nel 2009 per adempiere al pagamento maggiorato ai pensionati, si è passati all’analisi dei redditi consolidati e ci si è resi conto che molti pensionati (il dato certo non è stato reso noto) si sono avvantaggiati di un rimborso extra non spettante che ora si trasforma in un conguaglio a debito per tutti quelli il cui reddito consolidato ha superato sensibilmente il reddito previsto tre anni fa.

Tutti i pensionati interessati hanno ricevuto una comunicazione dall’Inps mediante lettera presso il proprio domicilio con la quale è stato loro spiegato che la cifra era stata versata in via provvisoria in attesa di avere certezza sui redditi e che ora, a controlli ultimati, dovranno corrisponderla nuovamente all’Istituto di previdenza.

Potrà sembrare una pratica piuttosto bizzarra quella di concedere alcuni benefici economici per poi doverli richiedere indietro ma secondo la legge suddetta il trattamento riservato ai pensionati interessati dalla comunicazione Inps rispetta in pieno i termini di legge secondo i quali è lecito concedere la maggiorazione a patto che, a distanza di tempo, il credito risulti fattivamente erogato alle persone giuste. L’importo a debito del contribuente verrà quindi prelevato a partire dal prossimo Novembre mediante trattenute sulla pensione per un totale di 12 rate.

Foto: canali.kataweb.it

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