spese deducibili e detraibiliCi si avvicina sempre più all’appuntamento con la prossima dichiarazione dei redditi per chi presenterà il modello 730 e la corsa ai documenti necessari per cercare di pagare qualche tassa in meno è già cominciata. Non tutti sanno, però, che le spese deducibili e detraibili sono molte più di quante solitamente si conoscono. Tra queste, infatti, non compaiono sono le più conosciute come quelle mediche, quelle per ristrutturazioni e risparmio energetico in casa e quelle sugli interessi del mutuo.

Prima di elencare, quindi, le altre spese che è possibile presentare per ottenere uno sgravio sulle tasse da pagare sulla dichiarazione dei redditi è necessario fare un distinguo tra spese deducili e spese detraibili. Le prime, infatti, abbassano il reddito sul quale verranno poi calcolate le imposte da pagare mentre le seconde agiscono direttamente sulle imposte, abbassandone il totale. Tutte queste spese vengono elencate all’interno del modello 730 nel quadro E, quello relativo ad oneri e spese.

Ma vediamo ora quali altre spese possono essere dedotte o detratte e per quale importo massimo. Partiamo dai contributi previdenziali ed assistenziali che possono essere dedotti senza limite di importo. Si tratta di quelli obbligatori, quelli per le casalinghe, quelli volontari corrisposti alla gestione pensionistica obbligatoria e quelli per riscattare la propria laurea. Via libera anche ai contributi versati per la previdenza complementare dove si intendono sia le polizze sulla vita che i fondi pensione, con un tetto massimo di 5.164,57 euro.

Potranno essere dedotti anche i contributi per colf e badanti (con un limite fissato a 1.549,37 euro), gli assegni al coniuge (senza limite), le spese mediche per i disabili (senza limiti anch’esse), le donazioni a fondazioni religiose (fino ad un massimo di 1.032,91 euro), le spese per i figli stranieri adottivi (il 50% delle spese sostenute nell’anno precedente), le donazioni a favore di università ed enti di ricerca pubblici (senza limite) ed infine le donazioni ad Onlus, Ong e fondazioni a favore della tutela dei beni storico-artistici e della ricerca scientifica (qui fino al 10% del reddito che si andrà a dichiarare e comunque non oltre i 70.000 euro).

Vediamo ora le spese che è possibile detrarre. Oltre alle spese sanitarie, per le quali è possibile detrarre il 19% sull’eccedenza rispetto alla franchigia stabilita di 129,11 euro, sarà possibile detrarre gli interessi passivi sul mutuo (sempre il 19%), i premi assicurativi su polizze vita e/o infortuni (fino ad un massimo di 1.291,44 euro), le spese per le badanti (non oltre i 2.100 euro), quelle veterinarie (che seguono i canoni imposti per le spese mediche per gli umani ma qui l’importo massimo detraibile è pari a 387,34 euro), le donazioni ai partiti politici (il 19% dell’importo erogato), le rette degli asili nido per bambini da 3 mesi a 3 anni (fino a 632 euro), le donazioni alle società di mutuo soccorso (sempre il 19%), le erogazioni libere agli enti dello spettacolo (19% massimo che non deve superare il 2% del reddito del dichiarante), le donazioni ad associazioni sportive dilettantistiche (fino ad un massimo di 1.500 euro), le spese per le ristrutturazioni edilizie (come sappiamo, il 36%) e quelle per il risparmio energetico (anche queste molto conosciute ma al 55%).

Possibilità, inoltre, di detrarre il canone di affitto della prima casa per un massimo di 300 euro se il proprio reddito non supera i 15.493,71 euro e di 150 euro per redditi superiori a questa cifra. I giovani con meno di 30 anni possono detrarre fino a 991,60 euro per ben tre anni.

Foto: lettera43.it

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