Non si può di certo dire che questo decreto Salva – Italia sia iniziato nel migliore dei modi. A sorprendere ancora, però, è il fatto che la rabbia non accenni a stemperarsi nemmeno ora, a distanza di mesi. Il motivo c’è ed è uno di quelli che non passano di certo inosservati.

Stavolta sotto la lente di ingrandimento degli italiani c’è la nuova proposta Monti, l’Isee. Come molti sapranno questo documento è l’unico che può attestare la ricchezza o la povertà dei contribuenti del Belpaese. Sotto una determinata soglia di reddito, inoltre, l’Isee ha sempre permesso di ottenere alcune significative agevolazioni per la famiglia come sconti sui libri, mense, asili nido, tasse universitarie ed utenze domestiche.

Nella sua finalità, nulla è cambiato. Quello che a breve potrebbe cambiare saranno i parametri di calcolo che di fatto terranno conto di molti altri aspetti e, in alcuni casi, potrebbero far perdere alcuni benefici. Per la prima volta, ad esempio, nell’Isee non saranno più calcolati solo i redditi diretti ma anche quelli esenti come cedolare sugli affitti e premi di produttività. Cifre, insomma, a loro volta già ampiamente tassate. A far notevolmente discutere è anche il fatto che nei “nuovi” redditi da calcolare rientrerà anche l’accompagnamento per gli invalidi ma fortunatamente ne resteranno fuori voucher e social card che in un primo momento parevano destinate a far parte di quelle voci destinate ad aumentare il reddito di tutte le famiglie che ne usufruivano.

A vederla così, questa modifica non porterà altro che guai. Per mitigare i toni della riforma, però, il governo Monti ha pensato di “ammorbidire” i nuovi redditi con delle detrazioni, ciascuna con un tetto massimo prestabilito, come gli assegni a coniuge e figli, una quota degli affitti, il 20% del reddito da lavoro dipendente o dalla pensione e le spese per eventuali disabili in famiglia. Ad abbassare il reddito concorrerà anche una franchigia sulla casa di proprietà.

Per entrare ulteriormente nello specifico sul tema prima casa, il vero duro colpo che bisognerà affrontare sarà il fatto che questa sarà rivalutata del 60% in più ma ne sarà calcolato ai fine Isee “solo” il 75% . A questo andrà sottratto l’eventuale mutuo che resta a pagare. Ma le novità non si fermano al mattone e vanno ben oltre quello che ci si potrebbe immaginare. Ecco allora che nel nuovo Isee compariranno patrimonio estero, titoli di Stato, conti corrente e partecipazioni societarie ma anche qui una franchigia cercherà di attenuare.

Con questo nuovo modello Isee, insomma, si cercherà di tenere maggiormente sotto controllo le famiglie italiane fotografando la realtà di ciò che avviene e rendendo tutte le voci verificabili. Un modo, insomma, che benché discutibile vuole tagliare fuori tutti i furbi ed in qualche modo agevolare i meno fortunati. L’Isee, infatti, diventerà più solidale. Chi ha perso il lavoro potrà richiedere un nuovo modello Isee “corrente” ovverosia che tenga conto delle reali condizioni odierne del richiedente e non di quelle certificate, risalenti a due anni prima. Ultima novità riguarda i disabili il cui nuovo Isee distinguerà tra disabilità media, grave e con mancanza di autosufficienza. Negli ultimi due casi così accertati, quindi, la maggior parte delle spese potrà essere dedotta.

Foto: cafitalia.eu

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