ivaTra le tante brutte notizie economiche di quest’anno, legate alla crisi ed agli scarsi passi in avanti della politica in tal senso, ecco una novità che farà tirare un bel sospiro di sollievo a tutti i possessori di partita Iva che in questi ultimi periodi hanno avuto parecchie difficoltà ad incassare il denaro loro spettante rispetto alle fatture emesse. Fino a pochissimo tempo fa, infatti, coloro che possedevano partita Iva ed emettevano fattura ad un altro soggetto provvisto di partita Iva, erano in ogni caso costretti a versare l’IVA.

Un ritardo sui pagamenti che gravava due volte in più sulle spalle del commerciante: in primis perché il denaro da riscuotere in base al bene o servizio venduto non era stato ancora riscosso e poi perché in questo modo si era costretti ad anticipare di tasca propria al Fisco ciò che, mensilmente o trimestralmente a seconda dei casi, quest’ultimo richiede sul valore aggiunto riscosso in fattura. Somme di denaro virtuali per il possessore di partita Iva che il Fisco ha sempre richiesto realmente entro le date stabile per legge mettendo in ginocchio tantissime imprese, costrette i questi ultimi due anni a chiudere perché impossibilitate a far fronte a tutte le spese richieste dallo Stato.

Oggi, invece, sarà possibile versare l’Iva solo a fattura incassata, permettendo a coloro che posseggono partita Iva di non dover anticipare allo Stato un importo non ancora riscosso. Questa grande novità, introdotta dal Decreto sviluppo Bis, ha però delle limitazioni che è assolutamente fondamentale conoscere per tempo. Innanzitutto potranno approfittare di questo decreto tutti i possessori di partita Iva che forniscono beni o servizi ad altri clienti in possesso di partita Iva. Ciò significa che questo discorso non varrà per coloro che emettono regolare fattura ad un cliente privato.

In secondo luogo è fondamentale sapere che per avvantaggiarsi di questa grande novità non sarà necessario fare alcuna richiesta particolare poiché la scelta adottata dal possessore di Partita Iva sarà chiara nel momento in cui si dovrà andare a versare l’Iva mensile o trimestrale. Ciò che però le fatture dovranno riportare sarà la dicitura che fa riferimento all’art. 32-bis del Dl 83/2012. Ricordiamo inoltre che l’Iva per cassa non varrà anche in caso di fatture emesse a partite Iva con regime speciale e a quelle ad esigibilità differita. Importantissimo un ultimo appunto: lo Stato aspetta chi non ha ancora incassato l’Iva su fattura emessa ma purtroppo lo aspetta in ogni caso per un tempo limitato. L’Iva, infatti, andrà comunque versata entro un anno dall’emissione della fattura.

Foto: italiaoggi.it

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