affittoDopo il polverone alzato dall’Imu in questi ultimissimi anni, gli inquilini di case in affitto  si erano detti nella stragrande maggioranza dei casi contenti della scelta, obbligata o non, di abitare in una casa non di proprietà che evitasse loro un’imposta sul possesso come questa.

Non si è avuto molto tempo per festeggiare questa piccola grande “rivincita” degli affittuari, che in queste ultime settimane le nuove decisioni governative sembrerebbero andare a loro discapito vista la probabile introduzione di tutta una serie di nuove tasse non più solo a carico dei proprietari degli immobili ma anche degli inquilini che li abitano. E così, sospesa per ora l’Imu, milioni di italiani dovranno iniziare a fare i conti con nomi nuovi ed altro denaro da versare allo Stato e ai Comuni.

La tassa più chiacchierata di questi ultimi mesi del 2013 è senza ombra di dubbio la cosiddetta Service Tax, il vero punto di rottura con l’Imu poiché grazie a questa nuova tassa gli italiani non pagheranno più in quanto proprietari (in quel caso sarebbe toccato solo ad alcuni versare denaro) ma in quanto utilizzatori di servizi pubblici come strade e pubbliche illuminazioni.

È proprio il passaggio dal concetto di imposta a quello di tassa che rende obbligatorio anche gli affittuari il pagamento di questa tassa così come della nuova tassa dei rifiuti, la Tari e, novità delle novità, della nuovissima tassa soprannominata Tasi, sempre legata alla gestione del territorio pubblico. Una nuova ed inattesa svolta sul versante tasse, insomma, che anziché avvantaggiare migliaia di italiani già provati dalla crisi ha, forse, buttato maggiore benzina sul fuoco ampliando la fetta di pubblico tartassata dalla nuova tassazione.

Che piaccia o meno, però, questa è la realtà dei fatti che dal 2014 potrebbe toccare a milioni di italiani. Ciò che ora preoccupa di più è forse il fatto che queste nuove tasse, delle quali non è ancora ben chiaro quale percentuale graverà sugli affittuari, porteranno in media ad un aumento di spesa pro capite di circa 1.000 euro all’anno. Senza considerare che, vista l’attuale poca convenienza di fittare una casa e dover pagare così tante tasse, la domanda di nuovi immobili da fittare potrebbe calare a tutto discapito di un’offerta sempre maggiore. Gli esperti prevedono che il tasso di morosità sui contratti già in corso potrebbe drasticamente aumentare mentre i canoni di locazione richiesti al possibile affittuario dovrebbero continuare a scendere se i proprietari degli immobili sperano di riuscire a fittare casa nonostante tutte queste brutte novità.

Foto: novitaimmobiliare.it

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