NUOVE TASSE SULLE ABITAZIONIChi pensa che possedere un’abitazione sia, in questi tempi di crisi, difficile per la sola rata del mutuo da affrontare ogni mese o per l’IMU che nel 2012 è tornato a tartassare gli italiani, sbaglia di grosso. La serie di tasse legate al possesso, e non solo, della prima casa sono davvero tante e meritano di essere guardate con un occhio più attento. Ecco quindi una rapida carrellata delle maggiori tasse che bisogna conoscere. Per capire che all’IMU, nella stragrande maggioranza dei casi, vanno a sommarsi cifre talvolta ben più alte.

Non solo avere ma anche donare. Le tasse, infatti, seguono le nostre abitazioni anche nell’eventualità si decida di farne dono a qualche parente. La legge in fatto di donazioni di immobili, modificata nel 2006, prevede infatti che lo stesso immobile venga valutato moltiplicando il 5% della sua rendita catastale ad un coefficiente, variabile in base alla tipologia di immobile donato. Le aliquote associate a questo calcolo, poi, variano a seconda del grado di parentela che lega il donatore al ricevente. In caso di coniuge o parente diretto, quindi, l’aliquota sarà del 4% mentre sarà del 6% in caso di fratelli, sorelle, parenti in linea diretta fino al quarto grado o in linea collaterale fino al terzo grado ed infine dell’8%, senza alcuna riduzione sulla base imponibile, per tutti gli altri.

Anche ricevere in eredità un immobile da un parente o un coniuge che viene a mancare ha le sue spese. Anche in questo caso il calcolo sull’ammontare da pagare va effettuato utilizzando la rendita catastale dell’immobile, rivalutata del 5%, e moltiplicata per un coefficiente variabile in base alla tipologia di abitazione. L’imposta di successione segue poi le stesse aliquote prima descritte per le donazioni. Da ricordare, poi, che se nell’eredità viene assegnato un immobile catalogato come prima casa, colui che ne usufruirà sarà tenuto al pagamento di un’ulteriore imposta ipotecaria e catastale in misura fissa di 168 euro.

E per gli immobili in affitto? Anche in questo caso le novità sono tutt’altro che confortanti. La tassazione ordinaria, infatti, ha visto aumentare la base imponibile sulla quale calcolare le tasse da pagare del ben 10%. Molto meglio, quindi, la cedolare secca che applica un’aliquota fissa e forfettaria al 21% evitando, così, la tassazione sul 95% dell’affitto. Dove c’è un vantaggio, però, si nasconde pur sempre un’insidia da considerare. Mentre la cedolare secca è più economica di per sé, infatti, grazie alla tassazione ordinaria, di primo acchito più esosa, è possibile effettuare detrazioni e deduzioni anche per quanto riguarda il reddito di locazione.

In tutto questo marasma di tassazioni non poco salate, però, devono essere sempre considerate le detrazioni per ristrutturazioni edilizie, salite dal 36% al 50% e quelle per il risparmio energetico in casa che, in questi primi 6 mesi del 2013, saliranno anch’esse dal 36% al 50% salvo poi tornare, dal 1° Luglio 2013, al vecchio valore percentuale.

Foto: news.attico.it

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