Tutti coloro che hanno un’attività commerciale o svolgono un lavoro come libero professionista, sanno bene cosa voglia dire possedere una partita Iva e come gestirla. Ma qualsiasi cittadino improvvisamente si venga a trovare nella condizione di aprirne una potrebbe trovarsi in difficoltà, non sapendo bene cosa fare. Per questo motivo cercheremo di fare un po’ di chiarezza, illustrandovi tutto ciò che è necessario fare per aprire una partita Iva.

La partita Iva, da un punto di vista tecnico, è un’imposta che da noi in Italia deve essere necessariamente applicata sia sulla cessione di beni che sulle prestazioni di servizi. In pratica, affinché non venga considerato un evasore fiscale, ha bisogno di aprire una partita Iva chiunque dia inizio ad un’attività imprenditoriale o si può definire libero professionista.

La differenza essenziale tra i due è però che mentre un imprenditore ha l’obbligo di pagare le tasse nel momento in cui dà inizio alla sua attività, anche se ad esempio il guadagno dovesse risultare nullo, il libero professionista, invece, ha l’obbligo di pagare le tasse solo in base ai suoi guadagni.

Ma vediamo ora cosa occorre da fare da un punto di vista pratico per aprire una partita Iva. Il primo passo da compiere è quello di recarsi presso una delle sedi dell’Agenzia delle Entrate. Qui, occorre dirigersi presso lo specifico ufficio Iva, dove bisognerà chiedere lo specifico modulo per la richiesta e compilarne tutte le voci richieste. Richiedere l’apertura di una partita Iva  ha un costo, che oggi è di 50 euro, pertanto è bene avere ben chiari quelli che sono i propri progetti per non commettere alcun errore nella compilazione della domanda di richiesta. Quando la partita Iva verrà apertà bisognerà infine svolgere un ultimo passaggio entro trenta giorni dall’apertura, ovvero recarsi alla Camera di Commercio. In questo modo verrà effettuata l’iscrizione della propria attività, che si potrà esercitare con tranquillità a norma di legge.

Fonte immagine: tuttogratis.it

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