contratto fittoQuando si prende in fitto un locale ad uso abitativo, l’affittuario ed il locatore hanno la possibilità di scegliere diverse modalità per registrarne il contratto. Vediamo dunque quali sono le possibilità, le differenze e ciò che è necessario fare scegliendo l’una o l’altra ipotesi.

Partiamo da una prima, fondamentale, distinzione. Il contribuente può scegliere di registrare un contratto di fitto telematicamente o presentandosi fisicamente presso lo sportello dell’Agenzia delle Entrate più vicino alla propria residenza.

Chi opta per l’inoltro telematico potrà farlo attraverso il modello Siria oppure quello Iris. Chi, invece, opta per la registrazione del contratto allo sportello avrà a disposizione il modello 69 oppure il modello RR, quest’ultimo utilizzato in caso si debbano registrare più contratti. Tutti i modelli sopra indicati sono validi sia che si scelga il regime ordinario (dilazione del pagamento delle imposte previste dal contratto) sia che si opti per quello sostitutivo, meglio conosciuto come cedolare secca (pagamento in un’unica soluzione di tutte le imposte previste dalla tipologia di contratto e dalla sua durata).

Chi sceglie il modello Siria oppure Iris può scaricare gratuitamente dal Web il software necessario per procedere alla registrazione del contratto oppure utilizzare comodamente il software on line che non prevede il download di alcuna applicazione. Con i programmi presenti su Internet è in ogni caso possibile il pagamento contestuale delle imposte di registro e di bollo.

I modelli cartacei 69 e RR vanno scaricati e stampati dal sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate e, una volta compilati, andranno presentati allo sportello dell’Agenzia con almeno due copie del contratto da registrare. Molto importante ricordare che i due contratti da presentare all’Agenzia delle Entrate dovranno presentare ogni quattro facciate una marca da bollo da 16 euro la cui data di emissione dovrà essere la stessa della data di sottoscrizione del contratto tra le parti interessate.

Passiamo adesso ai pagamenti consequenziali alla registrazione di un contratto di fitto. Chi opta per il regime ordinario dovrà versare annualmente, a partire dalla registrazione, alla Banca o alla Posta l’imposta di registro pari al 2% dell’ammontare annuale che l’affittuario, da contratto, deve al locatore dell’immobile. Per chi sceglie la cedolare secca, l’imposta di registro non deve essere pagata ma sarà necessario il pagamento dell’imposta sostitutiva acconto e saldo. Entrambi i pagamenti devono essere eseguiti mediante presentazione di modello F23 appositamente compilato.

Foto: impresalavoro.eu

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