In tutto questo marasma di nuove leggi, tagli e regolamentazioni create ex novo per tentare di risollevare la nostra economia dal baratro nel quale stava sprofondando, nuovi parametri sono stati messi in atto non solo semplificando il quadro generale delle agevolazioni al cittadino ma anche attraverso la modifica di alcune imposte più o meno necessarie. Come tutti sappiamo si è partiti dall’Imu, l’imposta municipale unica, che sostituisce di fatto la vecchia Ici. Cambiamento che invece non è avvenuto è stato quello legato ai punti percentuali dell’Irpef per i quali si auspicava un mai raggiunto passaggio dal 23 al 20%.

Ma i soldi necessari a tagliare fattivamente l’Irpef, assicura Monti, saranno trovati entro l’estate del 2014 con una serie di manovre che mireranno a combattere l’evasione fiscale ad ampio raggio. E se quando parliamo di evasione fiscale le aziende hanno un ruolo da protagoniste, ecco che la novità del decreto “Salva-Italia” colpisce anche loro. La vecchia imposte Ires scomparirà a favore di una nuova imposta, stavolta denominata Iri, ovverosia imposta sul reddito imprenditoriale.

Qual è il vero vantaggio di questo ennesimo cambiamento? Stavolta i liberi professionisti e le piccole aziende non dovranno più corrispondere allo Stato l’aliquota fissa al 27,5% ma pagare questa tassa seguendo le aliquote previste per le persone fisiche secondo gli scaglioni di reddito già conosciuti. Un cambiamento che vuole portare due miglioramenti ben distinti tra loro. Il primo, evidente, di valorizzare quello che è il contributo pratico del lavoratore, o per meglio dire imprenditore. Il secondo, visto come obiettivo a lungo termine, che mira a premiare quanti decidono di investire nella propria azienda.

Cosa succede invece per gli utili aziendali non distribuiti? Come già avveniva in passato, anche questi saranno tassati e non con la nuova Iri bensì attraverso imposta societaria. Quest’ultima, però, non avrà valori da capogiro e la sua aliquota massima sarà generalmente inferiore a quella personale. Attraverso questo secondo passaggio, spiega il nuovo Governo tecnico, si favorirà un ulteriore processo di patrimonializzazione delle piccole imprese.

Foto: finanza-economia.myblog.it

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