Scade in questi giorni una delle nuove tasse da pagare introdotte dal decreto “Salva Italia” del premier Monti. Stiamo parlando in questo caso della chiacchierata tassa sulle imbarcazioni che colpirà tutti i residenti in Italia che posseggano una barca lunga dai 10 metri in su. Questa tassa, prima legata allo stazionamento dei natanti in acque italiane, è ora diventata di possesso per colpire proprio tutti i proprietari di una barca ed evitare che questi si spostino verso le coste francesi e croate per evitare l’amaro pagamento.

Per quanto riguarda gli importi da corrispondere all’Agenzia delle Entrate per il natante in proprio possesso, si parte dagli 800 euro (importo minimo previsto) fino ai 25mila euro per imbarcazioni superiori ai 64 metri di lunghezza. Per evitare che la nuova tassazione facesse storcere ulteriormente il naso e creasse problemi anche a chi fa delle barche la sua primaria fonte di sostentamento, non tutti saranno tenuti a pagare. Vediamo quindi nel dettaglio chi è esonerato dal pagamento.

Innanzitutto va sottolineato che non pagheranno la nuova tassa per 2 anni i possessori di barche appena acquistate ed immatricolate in modo da non penalizzare eccessivamente l’industria cantieristica che c’è dietro la vendita di uno scafo. Non pagheranno la tassa anche coloro che non sono residenti in Italia anche se la loro imbarcazione è ormeggiata in uno dei porti del Belpaese ed infine saranno esonerati dal pagamento anche le aziende di noleggio barche e gli enti di volontariato che utilizzano queste imbarcazioni per salvare vite e prestare primo soccorso in mare.

Sono previste inoltre importanti riduzioni del 50% per le barche a vela con motore ausiliario e per scafi non più lunghi di 12 metri utilizzati dai residenti nelle isole minori e dunque spesso necessari per spostarsi quotidianamente. Riduzione del 40% se l’imbarcazione ha più di 5 anni, del 70% se ne ha più di 10, dell’85% se ne ha più di 15 e tassa azzerata se la barca, pur di lunghezza superiore ai 10 metri, ha più di 20 anni.

L’imposta andrà pagata con modello F24 utilizzando i dati identificativi dell’imbarcazione ed il periodo di riferimento da inserire dovrà essere dal 1° maggio 2011 al 30 aprile 2012. Il codice tributo da inserire è 3370. Altri codici tributo da tenere a mente sono 8936 e 1931 da riportare rispettivamente in caso di sanzione ed interessi per pagamento ritardato.

Foto: vostrisoldi.it

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