Stanchi di stare a guardare ciò che non va nel nostro Paese senza però essere in grado di far sentire fattivamente la propria voce per porre fine ai gravi sprechi perpetuati? A dare voce alle lamentele (ma anche alle proposte) dei cittadini ci ha pensato il sito ufficiale del Governo dal quale è possibile, compilando l’apposito form, dare notizia degli sprechi e delle inefficienze più evidenti riscontrate nel Belpaese, magari suggerendo valide soluzioni alternative per risolvere le diverse problematiche.

Una volta aperto questo spazio apposito, il sito del Governo è stato letteralmente preso d’assalto. In pochissimi giorni si è arrivati alla ragguardevole cifra di oltre 130mila reclami con una media di una segnalazione ogni due secondi. Chiaro segno che gli Italiani han voglia di parlare ed essere ascoltati ed approfittano fin quando possibile di un’iniziativa che è davvero una novità nel suo genere.

Ma a cosa porteranno tutte queste segnalazioni già ricevute? Come ogni progetto che si rispetti anche in questo caso c’è una chiara finalità, un obiettivo da centrare. In questo caso l’obiettivo sarà la riduzione della spesa pubblica di almeno 4,2 miliardi di euro su un patrimonio complessivo “aggredibile” stimato di oltre 100 miliardi. Cifre da capogiro che lasciano stupefatta gran parte della popolazione presa com’è a barcamenarsi tra mutuo, tasse ed imposte varie e, ultima solo in termini di tempo, la nuova IMU.

Il lavoro che sarà svolto tra i tecnici del Governo che hanno lanciato questa interessante iniziativa sarà quindi quello di vagliare ogni singola segnalazione sugli sprechi pubblici per poi raggrupparle per zone riuscendo a capire quali denunce arrivano prepotentemente anche da territori diversi e dando quindi priorità ai reclami ricevuti con maggior frequenza.

I risultati di questo interessante esperimento, che si spera possa avere un seguito magari anche su tematiche diverse dagli sprechi pubblici, saranno resi noti entro il mese di Giugno. Con buona pace di chi ha potuto esprimere almeno attraverso la Rete la propria opinione.

Foto: consumatori.myblog.it

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