tasseDalle parole ai fatti o perlomeno alla promessa di concludere fatti quanto prima. Si tratta a loro volta di parole, è vero, ma stavolta qualcosa dovrebbe davvero cambiare. Stiamo parlando di quello che in fase pre-elezioni era stato un po’ il cavallo di battaglia di tutti i partiti ed ora è la spina nel fianco, il nodo più intricato da sciogliere: l’Imu.

Lontani dal volere del Pdl di abolirlo totalmente (pare mancherebbero così gli oltre 2 miliardi di euro necessari a scongiurare l’aumento dell’Iva di un punto percentuale), il presidente Letta è al lavoro per sospendere la rata di Giugno, una piccola boccata di ossigeno da parte delle famiglie vessate da imposte e tasse. Ma quello che forse sta tenendo banco non è tanto la sospensione della rata Imu a giugno per le prime abitazioni quanto la possibilità, neanche tanto remota, dell’introduzione di una nuova imposta che dovrebbe inglobare le attuali Imu e Tares.

Neanche il tempo di abituarsi all’Imu, che ha sostituito la vecchia Ici, ed alla Tares, che ha addirittura inglobato le spese cosiddette indivisibili per illuminazione e manutenzione stradale, che le cose potrebbero nuovamente cambiare a favore di quella che potrebbe chiamarsi Ics, acronimo di Imposta Casa e Servizi. La nuova Ics, ben più corposa delle singole Imu e Tares, dovrebbe avere come riferimento base come sempre la rendita catastale (e fin qui nulla di nuovo rispetto ad ora) calcolando però l’importo da corrispondere da ciascuno in base alla tipologia del nucleo familiare, al tipo di immobile, alla sua ubicazione ed al reddito percepito da tutta la famiglia. Una serie di parametri in più il cui obiettivo è, almeno nelle intenzioni, quello di superare le notevoli incongruità evidenziate dall’attuale Imu.

La nuova Ics, poi, dovrebbe essere versata anche dagli affittuari che in ogni caso pagherebbero un importo minore legato per lo più ai costi ora confluiti nella Tares e dunque non solo lo smaltimento dei rifiuti prodotti da ciascun nucleo familiare ma anche le spese indivisibili per l’illuminazione e la manutenzione stradale. Quel che è certo è che per ora si tratta solo ed unicamente di indiscrezioni che a breve potrebbero trovare un riscontro pratico nelle prossime decisioni prese dal nuovo Governo o rimanere idee senza futuro. Ciò che conta ora, al di là dei mezzi che si useranno per raggiungere l’obiettivo, è scongiurare il passaggio dal 21 al 22% dell’Iva.

Foto: economiaefinanza.blogosfere.it

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