Quando si effettuano dei lavori occasionali e non si possiede la partita iva, si dovrà effettuarli  pagando la ritenuta d’acconto che, come tutti i contratti commerciali, ha il merito o pregio di presupporre il pagamento di tasse. Nel nostro Paese la ritenuta d’acconto comporta una spesa fissa, al momento, pari al 21% il cui importo verrà direttamente detratto dal totale del compenso che spetta al lavoratore. Tuttavia, è importante sapere che questo 21% non andrà perso, da parte di chi lo ha versato, ma egli (il lavoratore), può ancora recuperarlo mediante una semplice procedura.

Al fine di poter recuperare il 21% del compenso che è stato versato in tasse sotto forma di ritenuta d’acconto, il lavoratore sprovvisto di partita iva dovrà presentare il Modello Unico all’agenzia delle entrate. Si tratta di una semplice dichiarazione mediante la quale si afferma di aver ricevuto un compenso in seguito ad un lavoro occasionale. La compilazione del modello può essere effettuata  da soli, o se non si è sicuri di come farlo e non si possiede dimestichezza in tal senso, ci si potrà rivolgere ad un commercialista.  Comunque basta poco per compilare il Modello Unico: occorre soltanto inserire i propri dati e quelli della società per la quale si ha lavorato e il gioco è fatto! Durante la compilazione occorre, inoltre, scegliere come ottenere il rimborso, se con il primo stipendio, qualora si venisse assunti stabilmente in una azienda o mediante dei assegno.

Qualora si preveda di essere assunti in via stabile presso una azienda, sarà opportuno richiedere il rimborso con il primo stipendio da parte dell’agenzia delle entrate, che in quel caso, accrediterà direttamente in busta paga i soldi trattenuti in precedenza. Tale procedura, di solito è più rapida, in quanto la richiesta di un rimborso mediante assegno richiede il trascorrere di qualche anno. Inoltre, tutta la pratica di rimborso verrà gestita dall’agenzia delle entrate e dai loro uffici, che provvederà a versare l’accredito direttamente sul proprio conto.

Qualora, invece, non vi sia la prospettiva di lavorare a breve, poiché si sta studiando o altro, naturalmente occorrerà scegliere il rimborso tramite assegno. In questo caso però, come anticipato, i tempi di attesa saranno davvero lunghi! La media del rimborso è pari ai 2 anni successivi alla richiesta. Trascorso il periodo di attesa si riceverà una lettera da parte dell’agenzia delle entrate che avviserà il richiedente di ritirare il rimborso pressoi una qualsiasi posta, munendosi de codice fiscale e della carta di identità, oltre che della lettera di notifica ricevuta.

Fonte Immagine: skillgames.blogosfere.it

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