Gli studenti e le loro famiglie lo sanno bene: studiare costa. Già il passaggio dalle scuole medie a quelle superiori rappresenta per le famiglie una bella stangata, tra vocabolari ed una valanga di libri di testo. Ma la vera batosta arriva dopo la maturità.

Oggi permettere ad uno più figli di iscriversi all’università è quasi roba da ricchi. Le tasse universitarie sono sempre più costose e, nonostante il nostro sistema d’istruzione prevede che ci siano delle borse di studio da assegnare ai giovani in difficoltà economiche, diciamo pure che queste sono troppo poche e molto spesso mal gestite. Così piuttosto che accedere all’università se si è meritevoli si finisce per accedervi solo se si è benestanti.

Allo stesso modo, piuttosto che scegliere l’ateneo più prestigioso o quello che comunque grantisce una formazione migliore, si finisce per scegliere quello più accessibile dal punto di vista economico. Un criterio di scelta che oggi purtroppo è per tanti studenti un criterio guida. Ma andare a scovare le università che costano di meno non è proprio una cosa facile, visto che le cifre delle rette annuali sono abbastanza alte un po’ dappertutto e scendere al di sotto dei mille euro annui sembra davvero una missione impossibile.

Tuttavia, sulla base dei dati che sono stati rilevati dalle associazioni dei consumatori, è possibile farsi un’idea di quali sono gli atenei nella nostra penisola dove le tasse sono un po’ meno care. A Pisa ci si ferma sui 1.o20 euro all’anno, all’università di Milano-Bicocca sui 1.082, mentre a Verona si spende sui 1.088 euro. L’istruzione costa di più a Udine con 1.118 euro, alla Carlo Bo di Urbino con 1.125 euro e a Torino con 1.146 euro. Si sale sensibilmente coi costi alla Ca’ Foscari di Venezia, 1.354 euro, e al Politecnico di Milano, 1.627 euro annui. Ma è naturale che oggi si sia orientati a scegliere l’ateneo più vicino alla propria abitazione, visto che altrimenti si dovrebbero aggiungere i costi della vita da fuorisede e degli spostamenti, spese che molte famiglie italiane proprio non possono permettersi di sostenere.

Fonte immagine: economyonline.it

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